Canada sconvolto per il suicidio della quindicenne Amanda

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Si è tolta la vita poche settimane dopo aver denunciato in un video su YouTube di esser stata vittima di cyber-bullismo. La ragazzina è stata trovata morta nella sua casa di Port Coquitlam, nella Columbia Britannica. Lo scorso mese aveva girato un video in bianco e nero e senza sonoro in cui, con il volto nascosto, raccontava tramite una serie di messaggi scritti con pennarello nero il suo calvario di anni di tormenti: “La mia storia: lotta, bullismo, suicidio, autolesionismo”.

Una storia iniziata due anni fa e raccontata attraverso i biglietti, sfogliati uno dopo l’altro dinanzi la webcam. Su richiesta di un ragazzo conosciuto online in una chat-room, la ragazzina si era lasciata convincere a mostrare i seni. La foto era finita in una pagina di Facebook, l’avevano vista decine di suoi compagni, e lei era diventata lo zimbello di tutta la scuola. Amanda era caduta preda della depressione e finita nel tunnel di alcool e droga; aveva cambiato diverse scuole, ma ovunque era stata perseguitata dal suo aguzzino e da quella foto. Finché non aveva conosciuto un ragazzo ed era uscita con lui, ma il giovane era già legato e la fidanzata l’aveva presa di petto, insultandola e picchiandola. Lei allora tornata a casa aveva ingerito candeggina, era stata salvata per un pelo. Il video, postato il 7 settembre, si concludeva con una una nota in cui la giovane spiegava di non voler richiamare l’attenzione, ma “essere un’ispirazione e mostrare che si può esser forte”. Ma non ce l’ha fatta.