La questione meridionale

Perché non venga cancellata la memoria, per colmare i vuoti delle omissioni, perché siano restituite, entità, tradizioni, usi e costumi, cultura, dignità, onore, alle popolazioni del Mezzogiorno, un tempo Regno delle Due Sicilie. Affinché non si senta più dire che il Meridione sia una pesante “zavorra” inutile di un’Italia disunita e ancor più arrogante tanto da poter negare la – Questione Meridionale

Vuole essere senza alcuna mia velleità per le giovani generazioni del domani italiano, informazione e conoscenza dei tanti eventi avvenuti  per l’Unità d’Italia che i libri di storia non hanno mai raccontato e mai lo faranno. Come disse qualcuno la “Storia” si lascia scrivere e a volte senza verità, come questa storia dovutamente breve ma in ogni momento volendo poterla approfondire, prima di pronunciare quell’ignobile: terrone. E’ una mia personale questione di dignità, di orgoglio, di essere un meridionale. Pilastri sui quali dovrebbe fondare la storia dell’uomo ed invece al loro posto sono, il denaro, il potere e l’assoluta volontà del non rispettare l’altrui come essere, entità, persona.

Si dovrebbe qui scrivere di quell’orgoglio d’essere “ meridionale “, “ terrone”.

L’ origine della  – Questione Meridionale – ha inizio da un documento che al suo tempo così recitava:

Le monete degli antichi Stati Italiani al momento dell’annessione ammontavano a 668 milioni così ripartiti.

REGNO DELLE DUE SICILIE   milioni   443,2

LOMBARDIA                                                    8,1

DUCATO DI MODENA                                   0,4

PARMA E PIACENZA                                    1,2

ROMA                                                              35,3

ROMAGNA-MARCHE-UMBRIA               55,3

SARDEGNA                                                    27,0

TOSCANA                                                      85,2

VENEZIA                                                       12,7

668,4

Quindi il Regno delle Due Sicilie aveva due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola messi assieme e per appropriarsene era necessaria l’eliminazione di un popolo.

Ma come si fa ad eliminare un popolo?

Milan Kundera scrisse:

“Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria, si distruggono i loro libri, le loro culture e la loro storia, e qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di altre culture e inventa per loro una storia. Dopo di che il popolo incomincia a dimenticare quello che è stato.” Questo è stato fatto a noi calabresi” questo è accaduto in tutto il Mezzogiorno.

Carlo Bombrini, Governatore della Banca Nazionale nel Regno d’Italia dal 1861 al 1882 scrisse:

“ I meridionali non dovranno mai essere più in grado di intraprendere! “

Si sente spesso parlare di come e dove,quando sia nata la vostra Bandiera Italiana

Si sente spesso parlare di come e dove,quando e perché sia nato il vostro Inno Nazionale

E del nome, Italia?

 

Perché non se ne è mai parlato nelle scuole, perché non ne parlano i Mass Media?

Il nome ITALIA è stato tramandato dal  V secolo a.C. e disegnava l’odierna Calabria, Polibio usa per la prima volta il termine Italia volendo indicare la parte meridionale della penisola, costellata di Colonie Greche. Ma Italia fù per centinaia di anni il nome dell’odierna Calabria.

A dimostrazione di ciò è conservata nella Biblioteca Nazionale in Parigi una moneta interamente d’argento ( dovrebbe essere in Abruzzo) di straordinaria importanza perché è la prima testimonianza visiva dell’esistenza della parola Italia, e risale al ’91 a.C. quando le popolazioni italiche si riunirono per giurarsi fedeltà e muovere contro Roma con la famosa Guerra Sociale.

La moneta sulle cui facce sono riprodotte la scena del giuramento e l’immagine di una donna con la scritta ITALIA, che deriverebbe da Italo re degli Enotri vissuto prima della guerra di Troia, indicava la parte meridionale della Calabria, ovvero dall’Aspromonte alle Serra.

Ora provate a chiedere ad un italiano da dove deriva la parola Italia!

Ma torniamo al Piemonte.

Il Piemonte era pieno di debiti e il Regno delle Due Sicilie pieno di soldi:

L’impoverimento del Meridione per arricchire il Nord non fu la sola conseguenza, ma la Ragione dell’Unità d’Italia. “ O la guerra o la bancarotta scrisse il deputato cavouriano Pier Carlo Boggio, nel 1859, il Piemonte è Perduto” conclude dopo averne analizzato i bilanci.

Gustavo Benso di Cavour scrisse: << le sue finanze non ristoreranno mai più>>, ma compiuta l’Unità, si fece cassa comune e con i soldi del Sud si pagarono i debiti del Nord; al tesoro circolante dell’Italia unita, Il Regno delle Due Sicilie contribuì con il 60% dei soldi, la Lombardia con l’1 e uno sputo per cento, il Piemonte con il 4. Negli Stati via via annessi alla nascente Italia, appena arrivavano i piemontesi spariva la cassa; ma nulla di paragonabile alle razzie e ai massacri, deportazioni, compiuti al Sud in nome di un’Unità non richiesta, mai voluta.

La pulizia etnica piemontese:

Fenestrelle 1861         Auschwitz 1943

I LAGER SABAUDI Dopo l’ “invenzione” del “contrassegno per marchiare gli ebrei con un panno sulla spalla” (vedi AMEDEO VIII DI SAVOIA) – quindi un precursore dello “antisemitismo” hitleriano – nel 1863 un altro sabaudo inventava i “lager”, e le “vasche di calce” per scioglierci dentro i cadaveri dei reclusi soccombenti borbonici. Il tallone di ferro dei Savoia – Dopo la conquista del Sud, 5212 condanne a morte.
Prigionieri e ribelli puniti con decreti e una legge del 1863, migliaia di soldati borbonici deportati nei lager del nord. Cinquemiladuecentododici condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti. Queste le cifre della repressione consumata all’indomani dell’Unità d’Italia dai Savoia. La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1863 “… per la repressione del brigantaggio nel Meridione”.

Il Mezzogiorno una Colonia Interna?

 

Nel 1861 il Regno di Sardegna, senza nessuna dichiarazione di guerra aiutato da 40.000 soldati inglesi invase le Due Sicilie. La guerra durò 15 anni e furono impegnati 120.000 soldati per reprimere la difesa delle Due Sicilie. Tutto il denaro della popolazione, le opere d’arte vennero incamerate dagli invasori, la storia e la cultura meridionale venne cancellata o ridicolizzata. Ancora oggi il mezzogiorno vive uno status da paese invaso: criminalità organizzata, emigrazione, mistificazione dei media, razzismo, tasse più elevate e minori servizi, sfruttamento delle risorse, tagli alle infrastrutture, sanità,scuola.

ANTONIO GRAMSCI scrisse:

 

“ Lo stato Italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti “.La miseria del Mezzogiorno era inspiegabile storicamente per le masse popolari del Nord; esse non capivano che l’unità non era avvenuta su una base di uguaglianza,ma come egemonia del nord sul Mezzogiorno. Il Nord concretamente era una piovra che si arricchiva alle spese del sud.

CESARE LOMBROSO, IL PEGGIOR CRIMINALE E RAZZISTA CHE SIA MAI ESISTITO:

Che cosa si  festeggia nella ricorrenza dell’Unità d’Italia, i genocidi e uccisioni di massa, stupri e violenze, saccheggi e furti, deportazione e cancellazione della nostra memoria?

E a Torino La riapertura, il 27 novembre 2009, del  Museo di Antropologia criminale «Cesare Lombroso», a Torino, ha provocato lo sdegno dei cittadini italiani offesi dal riemergere delle aberranti tesi di un medico ottocentesco già abiurato dalla comunità scientifica. Lo sdegno è accentuato dalla notizia che la riapertura del Museo risulta avvenuta grazie a finanziamenti milionari destinati all’Università di Torino, risorse sottratte alla collettività per celebrare l’antiscientificità di cui è testimone il Museo Lombroso: le lugubri sale sono «tappezzate» di ossa, crani, scheletri di delinquenti comuni o malati di mente, ma in gran parte insorgenti meridionali detti «briganti» (uomini e donne che si ribellarono all’occupazione piemontese post 1860 spacciata per unità nazionale). La speculazione che il Lombroso seppe farne, per avallare le sue teorie e sostenere la natura primitiva e delinquenziale delle popolazioni meridionali, vale da sé a squalificare il personaggio. Si è costituito perciò il «Comitato No Lombroso», che ha per scopo di farsi promotore della rimozione delle teorie criminologiche di Cesare Lombroso dai libri di testo, con la soppressione di ogni commemorazione a nome «Cesare Lombroso» (compresa la chiusura dell’orrido museo torinese), insieme alla promozione di un disegno di legge per la messa al bando della memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo.

In quel museo vergognoso dedicato al più grande criminale Cesare Lombroso si conservano ancora le teste degli uccisi e in quei libri ci sono i loro nomi lasciati nell’oblio, nessuna tomba su cui poggiare un fiore … mentre i Savoia al Pantheon riceveranno gli omaggi della Repubblica.

Quindi la Questione Meridionale è una situazione di forte sottosviluppo voluta e mantenuta ad arte dalla capitale per avere sempre a disposizione una massa di disoccupati facilmente reperibili per ridurre al minimo il valore della forza del lavoro ed elevare così al massimo i profitti ottenuti!

(PINO APRILE, TERRONI):

Non sapevo che, a Italia così unificata, imposero una tassa aggiuntiva ai meridionali, per pagare le spese della guerra di conquista del Sud, fatta senza nemmeno dichiararla. Né sapevo che il Regno delle Due Sicilie fosse, fino al momento dell’aggressione, uno dei paesi più industrializzati del mondo, terzo, dopo Inghilterra e Francia, prima di essere invaso. Quel che gli italiani venuti dal Nord ci fecero è così spaventoso, che ancora oggi lo si tace nei libri di storia e nelle verità ufficiali; si tengono al buio molti documenti che lo raccontano. Una parte dell’Italia, in pieno sviluppo ( il SUD), fu condannata a regredire e depredata dall’altra, che con il bottino finanziò la propria crescita e prese vantaggio, poi difeso con ogni mezzo incluse le leggi.

NICOLA ZITARA.

 

Questa è l’Italia. Liquidare il Sud economicamente e asservirlo culturalmente al Nord era un chiaro progetto del Cavour, che egli stesso mise in opera e che fu portato a una prima conclusione dalla Destra Storica. Fu poi proseguito da Depretis, Cairoli, Crispi, specialmente Giolitti; poi ancora da Mussolini, De Gasperi, Einaudi,. Forse Fanfani e i socialisti nenniani avevano l’idea di cambiare rotta, ma la Confindustri e i sindacati, avallati da Togliatti, Longo, Berlinguer, La Malfa e De Martino, li bloccarono. Se crediamo che negare la negazione porta, oltre che algebricamente, anche politicamente a un numero positivo, allora questo dobbiamo fare: sfrondare lo sceltro ai regnatori per mostrare di che lacrime grondi e di che sangue lo Stato Italiano. Le lacrime nostre- quelle della mia generazione, che partì per il mondo umiliandosi a dire che ci dava un tozzo di pane era bello, intelligente,buono e generoso; quello dei padri che in centinaia di migliaia, forse un milione, morirono e rimasero invalidi per difendere la libertà di Milano e Venezia minacciata dall’austria; quella dei nonni che piansero sulle loro ricchezze travolte, sui loro poderi inariditi, sui loro arnesi da lavoro resi inutili, davanti alle loro mense, su cui il pane non si vedeva più; che continuarono a piangere nelle stive dei vapori che li portavano in America, e che non smisero di piangere una volta arrivati a Buenos Aires a New York; infine quelle che piangiamo sui nostri figli e nipoti senza più volto,felicità,speranza. E’ questa l’Italia. Eterna,immodificabile. Francischiello lo sapeva già nel 1860 ( non vi lasceranno gli occhi per piangere … disse ). Quando tutti meridionali lo impareremo, allora saremo un popolo. Perché la viltà maggiore dell’Italia è stata quella di mentirci!!

GIUSEPPE GARIBALDI, NON POTEVI FARTI GLI AFFARI TUOI  E ANDARE MAGARI IN ALTRI POSTI A GIOCARE A FAR LA GUERRA?

Stralcio di una lettera che Giuseppe Garibaldi ( l’uomo che ci incasinò la vita) scrisse ad Adelaide Cairoli correva l’anno 1868.

“ Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate. Essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”

Ed io aggiungo…… ma va a……….

E per finire, perché il resto è solo vomito ribollito più volte che i nostri stomaci rifiutano da moltissimi anni anche il suo fetore lontano.

“ Forse non lo sai, ma la prima locomotiva del Piemonte è stata comprata a Napoli.

Quando i piemontesi andavano ancora con la “ Diligenza” a Napoli si costruivano treni!! “

E menomale che non abbiamo mai voluto lavorare e che non eravamo in grado di costruire o fare qualcosa perché ci mancava l’ingegno del NORD!!

Vi saluto italiani!!