A stabilirlo la Cassazione respingendo il ricorso della “mamma di Cogne”, condannata definitivamente a 16 anni per il delitto del figlio Samuele, contro l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Bologna che il 25 ottobre 2011 aveva dato parere negativo a questi permessi. La Franzoni, che ha già scontato un terzo della pena, voleva stare con marito e figli 3 giorni al mese.
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