Madonna Regina dell’Olimpico

Quasi due ore di attesa. Poi l’esibizione davanti a 42 mila fan tra i quali anche Francesco Totti accompagnato dalla moglie Ilary. L’italo americana incanta nella prima delle tre tappe italiane del suo tour mondiale partito da Tel Aviv. La regina del pop, dopo una introduzione cantata in basco da monaci ballerini avvolti in lunghi mantelli porpora, parte da un brano del suo ultimo album, Girl gone Wild. Pantaloni attillatissimi e camicetta nera, capelli lunghi sciolti sulle spalle, Louise Veronica Ciccone si fa subito perdonare per il ritardo offrendo una partenza dance da navigata protagonista dello showbiz. Balla con gli aitanti ballerini che la lanciano e lei si fa prendere come se fosse una ragazzina. Per poi sparare loro con un fucile e passare a Revolver e Gang Bang, che canta, stavolta impugnando una pistola, in una stanzetta dimessa nella quale campeggia un enorme crocifisso di legno e dove uccide a revolverate, tra le urla e gli applausi del suo popolo, diverse figure maschili.

Poi una vecchia hit, Papa don’t preach, che tanta popolarità le regalò negli anni Ottanta. A quei tempi Madonna stava diventando una icona. Ora è la Regina del Pop e vuole restare tale.

Dopo Hung up in versione elettro sinth, in cui cammina su un filo insieme ai ballerini funamboli, ecco I don’t give a, che l’Ex Material Girl canta alla chitarra. Lo show non tentenna mai, è assolutamente e perfettamente rodato, come tutti i concerti della diva del Michigan. Arriva il primo cambio d’abito. L’occasione è Express yourself, in un mash up con Born this way dell’acerrima nemica, Lady Gaga, altra icona italo americana, accusata di plagio dalla signora Ciccone. La Germanotta dalla Nuova Zelanda ha reagito dicendo di non voler essere la regina di niente, ma solo sua amica. E comunque di non aver copiato nulla. Con Give me all your lovin un gruppo di ballerini tamburini sono sospesi nel vuoto, appesi a fili che li fanno salire e scendere sul palco. Di nuovo alla chitarra in Turn up the radio. “Ti amo”, dice la diva tra una strofa e l’altra e facendosi stringere le mani dai fan adoranti.

Salto indietro nel tempo con Open your heart, e poi Sagara Jo con il Kalakan Trio. Nuovo cambio ed eccola in Vogue avvolta in un bustino-gabbia, elegantissima in camicia-pantaloni black&white. ”Quando vengo a Roma non so mai cosa succederà, ma so che mi piace vivere pericolosamente”. Nel 2008 Like a Virgin la dedicò a papa Ratzinger. Stavolta ne offre una versione lentissima e straziante per voce e piano, che non sembra convincere il pubblico. In chiusura, dopo I’m addicted e I’m a sinner, e naturalmente Like a Prayer, il suo inno: Celebration. A Roma con i due figli Lourdes e Rocco, anche loro parte dello show, nonché dal toyboy Brahim Zalbat, 23 anni, sarà poi a Milano giovedì, a San Siro, e sabato allo stadio Franchi di Firenze. Dalle Spice Girls a Jennifer Lopez fino a Lady Gaga, in tante hanno cercato di imitarla, ma nessuna c’è ancora riuscita. E ‘ sulla breccia dal 1983, quando ancora acerba si agitava con grinta e determinazione sulla scena musicale approfittando della sua prorompente e trasgressiva fisicità, perfetta per arrivare dritta dritta al cuore dell’assetato popolo di Mtv. Compie 54 anni ad agosto ma è ancora la Regione.

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