Presidenza del Copasir, una dimenticanza o solo un’altra stranezza dell’Italia di oggi?

Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, è uno dei più importanti organi del Parlamento della Repubblica Italiana. Dal 2007 ha ereditato le funzioni del Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti) costituito nel 1977 con il compito di vigilare che le attività dei Servizi venissero svolte nel rispetto delle finalità previste dalla legge.

È composto di cinque deputati ed altrettanti senatori, scelti dal Presidente del Senato e della Camera in modo da rappresentare proporzionalmente le principali forze politiche. Il Comitato è coordinato da un Presidente che viene eletto tra i componenti dei gruppi parlamentari dell’opposizione, per una precisa disposizione di legge. Le funzioni di vigilanza del Copasir sono disciplinate dalla legge 3 agosto 2007 n. 124. In particolare, l’articolo 31 ne regola le funzioni di vigilanza e l’articolo 32 quelle consultive.

Il COPASIR vigila affinché tutte le attività di Intelligence finalizzate a garantire la sicurezza dello Stato, siano svolte nell’assoluto rispetto della Costituzione e delle leggi, nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni.

Nell’esercizio delle sue funzioni, il Comitato svolge periodiche audizioni del Primo Ministro, dei Ministri che fanno parte del Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR), dei componenti del Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis), del Direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e del Direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi). Può anche sentire personale non appartenente alle Agenzie di Sicurezza se ritenuti in possesso di informazioni utili alle funzioni di controllo del Comitato. In casi eccezionali, ha l’autorizzazione per sentire direttamente singoli funzionari del Sistema di Sicurezza dandone comunicazione preventiva al Presidente del Consiglio. Inoltre, l’organismo, se necessario, acquisisce documenti ed informazioni dall’Autorità giudiziaria o da altri organi inquirenti, anche relativi a procedimenti ed inchieste in corso ed in deroga al segreto di indagine.

Funzioni che hanno indotto il legislatore a formulare precise regole per la composizione della struttura, prevedendo la partecipazione bicamerale delle forze politiche ed affidandone il coordinamento ed in controllo ad un esponente dell’opposizione, per rendere il Comitato nettamente separato dall’Esecutivo.
Regole sempre applicate nel corso delle legislature, ma dimenticate negli ultimi 5 mesi, da quando in Italia nuove alleanze appoggiano l’Esecutivo ed un nuovo assetto politico caratterizza il Parlamento . Una maggioranza costituita dalle tre maggiori forze politiche del Paese, Pdl, PD e Terzo Polo, un’opposizione rappresentata principalmente da IdV e Lega.
La Presidenza del COPASIR non è stata però adeguata alla nuova realtà. parlamentare. E’ tuttora affidata all’Onorevole D’Alema, esponente di spicco del Partito Democratico, attualmente parte significativa della componente maggioritaria parlamentare. Qualcuno ha dunque dimenticato di adeguare il COPASIR alla nuova realtà politica, nel rispetto della Costituzione e della legge.

Peraltro, in questi mesi, il Comitato non ha smesso di esercitare le sue funzioni. Secondo quanto riportato da uno dei principali quotidiani nazionali, infatti, l’organo per la Sicurezza presieduto dall’Onorevole D’Alema, ha svolto recentemente una delle previste audizione del Presidente del Consiglio in occasione della quale sono state trattate importanti tematiche come riferito dallo stesso D’Alema all’organo di stampa. “Con Monti abbiamo parlato di come portare avanti la riforma dei servizi, delle minacce che gravano sul Paese e di come migliorare il controllo parlamentare.
Una circostanza che conferma l’importanza strategica del COPASIR, struttura altamente sensibile nell’ambito dell’organizzazione democratica del Paese, alla quale le Istituzioni dovrebbero dedicare la massima attenzione.
La professionalità dell’Onorevole D’Alema, la Sua imparzialità e la Sua competenza meritano il massimo rispetto e non si pone in discussione la Sua persona. Si rimane, però, perplessi sul perché lui stesso non abbia sentito l’esigenza di dimettersi, rammentando alle forze politiche che, alla luce del nuovo assetto politico nazionale, sarebbe stato quanto meno opportuno procedere alla sua sostituzione nella Presidenza del COPASIR.

Una dimenticanza che potrebbe però innescare pericolosi precedenti politici ed anche problemi oggettivi qualora il Comitato dovesse pronunciarsi su questioni di pertinenza urgenti, esprimendo la propria importantissima attività consultiva che potrebbe essere vanificata per “vizio di forma”.

Forse sarebbe opportuno affrontare il problema rivedendo l’attuale struttura del COPASIR rispettando la consuetudine e le norme di Legge che finora ne hanno regolato la composizione. Un Presidente che non faccia parte di una coalizione politica di maggioranza che appoggi l’Esecutivo rendendone possibili le funzioni.

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