Concussione nella Capitale, in manette vigili e geometra

Arresti nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge 5 vigili urbani riguardante la richiesta di mazzette per il rilascio di licenze a commercianti. Per disposizione del giudice dell’indagine preliminare Filippo Steidl sono finiti agli arresti domiciliari due vigili urbani e un geometra del Comune. Il reato ipotizzato per loro è quello di concussione. A richiedere il provvedimento sono stati i pubblici ministeri Ilaria Calò e Laura Condemi. L’accusa si riferisce alla pretesa avanzata da diversi dipendenti della polizia municipale di mazzette per il rilascio di autorizzazioni. Oltre che disporre i tre arresti il magistrato ha anche disposto una serie di perquisizioni. A denunciare i fatti erano stati qualche tempo fa il commerciante Paolo Bernabei e un suo fratello titolari in Trastevere di una rivendita di vini.

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del nucleo informativo di Roma. “Pieno sostegno e collaborazione nell’azione della magistratura nelle indagini contro funzionari infedeli. Roma Capitale e tutti i cittadini romani sono parte lesa nei reati di corruzione e concussione che vengono perpetrati nell’espletamento delle funzioni della pubblica Amministrazione Capitolina. Per questo la nostra Amministrazione si costituirà parte civile in tutti i processi che deriveranno da queste indagini”. Questo il primo commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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