“Sento il peso di decisioni non facili” dettate dal fatto che la situazione “dell’Italia era piuttosto grave” ma abbiamo “cercato di essere equi nel distribuire i sacrifici” per risanare l’Italia. Mario Monti ribadisce ancora una volta che “non abbiamo mai potuto, dal 16 novembre, evitare di prendere decisioni difficili e sottolinea ancora una volta che per far crescere l’Italia “non ci si può illudere che ciò avvenga dall’oggi al domani, dopo qualche decennio gestito, diciamo così, in modo non ottimale”. Di fronte al ritorno di dubbi sulla tenuta dell’esecutivo a fronte delle fibrillazioni sulla riforma del mercato del lavoro, il premier assicura che “non punto alla durata ma a fare un buon lavoro”. Rispondendo quindi a un domanda su un’eventuale crisi, Monti puntualizza. “Rifiuterei il concetto. A noi è stato chiesto di fare un’azione nell’interesse generale. Un illustrissimo uomo politico diceva: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Per noi nessuna delle due espressioni vale perché l’obiettivo è molto più ambizioso della durata ed è fare un buon lavoro”.
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