Farmaco cinese uccide donna a Barletta

Una donna ha perso la vita a 45 anni e altre due sono ricoverate nell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, una delle quali in gravi condizioni, dopo avere eseguito, nella mattinata di oggi, un esame, presso un centro privato di Barletta, il centro “Spinazzola”, in via Rizzitelli.

La causa, forse la reazione ad una sostanza. Secondo quanto riferito da fonti dell’ospedale dove poi sono state ricoverate le tre donne, la causa della morte e del malore delle pazienti potrebbe essere stata una reazione ad una sostanza usata per eseguire un esame diagnostico teso a rivelare la presenza di helicobacter.

Sul posto, in ospedale, ci sono il direttore generale della Asl Bt, Giovanni Gorgoni, e il direttore sanitario, Antonio Sanguedolce. Stanno compiendo indagini carabinieri del Nas, la polizia e personale del servizio epidemiologico di Bari.

Sarebbe stato comprato su eBay da un medico di uno studio privato non convenzionato il medicinale che avrebbe provocato la morte di una donna a Barletta e avrebbe causato il malore di altre due pazienti. Si tratta di un medicinale usato come anestetico locale. A quanto si é appreso, il medicinale sarebbe stato acquistato via internet dal mercato inglese ma potrebbe trattarsi di un prodotto di provenienza cinese. Il fatto è accaduto nello studio privato di un medico pensionato di Barletta, che gode, a quanto si è appreso, di una buona reputazione.

Aveva 29 anni la donna morta questa mattina Barletta dopo aver assunto un medicinale in un centro diagnostico privato della città. Le altre due donne, entrambe considerate dai medici fuori pericolo, hanno 32 e 62 anni. Una è ricoverata nel reparto di medicina dell’ospedale di Barletta, l’altra è ancora in rianimazione. Secondo quanto riferito dalla direzione sanitaria della Asl Bt, le tre donne sono state colte da malore subito dopo aver bevuto una soluzione diagnostica che viene utilizzata per la preparazione a test allergici. Le tre donne si trovavano nel centro diagnostico privato “Spinazzola” di Barletta. Nell’ospedale Dimiccoli di Barletta, dove sono ricoverate le due donne, sono al lavoro carabinieri del Nas e il magistrato inquirente della Procura di Trani, Michele Ruggiero.

Potrebbe essere stato uno shock anafilattico a portare a morte la donna. L’ipotesi è del dottor Vincenzo Carpino segretario dell’associazione anestesisti rianimatori (Aaaroi), il quale spiega che la reazione allergica potrebbe essere stata determinata da qualche sostanza utilizzata per effettuare il test. Carpino ricorda come la normativa attuale preveda per l’effettuazione di esami diagnostici e clinici particolari come la risonanza, la tac o l’endoscopia la presenza di un anestesista nelle immediate vicinanze per gestire le eventuali emergenze. Le reazioni allergiche importanti, spiega Carpino, devono essere gestite nel tempo più breve possibile perché possono peggiorare verso forme più gravi come lo shock anafilattico.

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