La Capitale pronta ad essere sommersa dai rifiuti come Napoli

Il prossimo 22 marzo il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini riunirà nuovamente attorno a sé Campidoglio, Provincia di Roma e Regione Lazio insieme col prefetto commissario Giuseppe Pecoraro per provare a uscire da un’impasse il cui incubo si chiama Napoli. Diversi i nodi al pettine per la Capitale. L’ipotesi di Corcolle che si allontanerebbe, troppi paletti “europei” per Monti dell’Ortaccio, una Malagrotta che la Regione Lazio non ha alcuna intenzione di prorogare. E poi il via libera al termovalorizzatore di Albano, mancherebbe solo il deposito della sentenza. Sara’ la riunione della cabina di regia mista che farà il punto sugli ulteriori rilievi disposti sui due siti per discariche individuati da Pecoraro (Riano e Corcolle) ma anche sugli altri cinque del carnet che uno studio preliminare della Regione ha fornito al commissario, e cioé Osteriaccia, Castel Romano, Pizzo del Prete, Monti dell’Ortaccio e Pian Dell’Olmo. Il lavoro è sulle deroghe a cui bisogna ricorrere per Corcolle e Riano. Se non sarà possibile darne, si esamineranno gli altri siti. C’é quel Monti dell’Ortaccio, di proprietà del patron di Malagrotta Manlio Cerroni, accanto alla vecchia maxidiscarica. Il petalo lo tirano la governatrice Renata Polverini e il sindaco Gianni Alemanno. ”Si può escludere – ha detto la prima – perché la Ue individua tutta l’area come contaminata”. ”La situazione – ha affermato il secondo – é compromessa dal punto di vista dell’ambiente. Ma ci rimettiamo alle decisioni tecniche”. Inutile chiedere commenti su Riano e Corcolle. ”E’ una fase delicata, basta parlare di siti” taglia corto Polverini. ”Nessuna ipotesi è tramontata” soggiunge Alemanno. E allora? Si procede per ipotesi. Il nodo, a quanto pare, è giuridico, giacché tutti i siti presentano criticità rilevanti: ospedali, parchi, centri commerciali, oppure semplicemente poco spazio. Pecoraro scelse Riano e Corcolle perché erano cave con volumetrie imponenti subito disponibili. Il Ministro potrebbe non voler però sconfessare del tutto il Prefetto, e attuare una soluzione provvisoria solo su Riano. Si guadagnerebbe un pò di tempo, e si chiuderebbe un fronte. L’altra cava in ballo, Pian dell’Olmo, del resto é molto piccola (200 mila metri cubi; a Riano-Quadro Alto, per dire, sono 2,8 milioni) ed é vicinissima a Riano. Malagrotta, questo é certo, non sarà prorogata da Polverini.

Redazione

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