Una lettera per te Aldo

Dopo la partita Reggina-Empoli, Mariella Epifanio, cognata del compianto Aldo Ferraro, operaio 33enne morto nel cantiere della diga sul Menta a Reggio Calabria travolto da un muro di cemento ha scritto una lettera che riportiamo di seguito.

 “Ho visto ciò che tu vedevi con i tuoi occhi; ho sentito ciò che tu sentivi ogni domenica con le tue orecchie e con il tuo cuore. Stadio Granillo, un immenso campo da gioco verde; i giocatori amaranto correre da un capo all’altro per vincere; i tamburi e i canti di incitazione di quella splendida gente reggina, gente con un cuore grande come pochi. Gente che conoscevi benissimo e amavi perché da 4 anni ormai, vivevi più con loro che con noi.

Il cuore batteva forte a pensare che li, ogni domenica c’eri tu. Che esultavi, che godevi di ogni azione della tua squadra del cuore. E batteva ancor più forte a pensare il tuo piccolo Lorenzo in campo col capitano della Reggina Bonazzoli e con gli altri campioni. La confusione e lo stordimento erano all’apice,  fino al momento in cui non ho visto visto Lorenzo in braccio ad un giocatore dell’Empoli, Stovini, ex giocatore della magica Reggina quando era in serie A (così mi hanno detto. Io di calcio non ne capisco niente).

Escono dagli spogliatoi con Lorenzo in braccio. Lorenzo indossava fiero e con un po’ di timidezza quella divisa che anche tu hai sognato di potergli vedere un giorno addosso. Era bello come il sole. Aveva scritto dietro “Ferraro” e portava il tuo numero, quello che indossavi sempre quando giocavi a calcio: il 9! Lo hanno  adagiato delicatamente a terra. Lui guardava davanti a se imbambolato e intimorito. I componenti delle due squadra si sono salutati passandosi vicino e ognuno di loro, passando vicino al tuo Lorenzo, lo accarezzavano sulla testa. E’ un immagine che mi da un’emozione immensa, che mi stringe il cuore. Il quella carezza sul capo, c’è tutto l’amore che, tutti coloro i quali ti hanno conosciuto e tutti coloro i quali hanno sentito parlare di te senza conoscerti, vogliono dare al tuo Lorenzo e alla tua Gabriella. Sai, terminati i saluti tra di loro, mica voleva venirsene Lorenzo fuori dal campo? Sembrava estasiato, come se volesse godere ancora di quel campo verde meraviglioso. Poi, lo ha preso in braccio il capitano della Reggina Bonazzoli e lo ha accompagnato da Gabriella a bordo campo. Le ha donato un fascio di fiori mentre l’altoparlante spiegava che quella partita sarebbe stata dedicata a te, ai due anni dalla tua scomparsa, in quel campo dove tu vivevi da tifoso della reggina, li in quella terra dove per lavoro, avevi lasciato la tua meravigliosa e gioviale vita. Hai visto Aldo che bella cosa ti abbiamo organizzato? E chissà se anche qua ci avrai messo qualcosa di tuo,… se volevi vedere insieme la tua famiglia e i tuoi migliori amici al Granillo?… Sapevi farti amici tutti, non ti sarà di certo stato difficile farteli anche li dove sei ora… Molti dei tuoi migliori amici sono venuti al Granillo, anche chi allo stadio non ci era mai andato e ora lo ha fatto per te. E altri apposta per vedere tuo figlio in campo, sono venuti  in aereo. Vedi carissimo Aldo, tante sono le persone che ti amano e amano ciò che tu hai lasciato di te in mezzo a noi: Lorenzo e Gabriella. Semplicemente perché eri un vero amico, una delle rare persone sincere e amabili esistenti in questo mondo.

Guardo e riguardo tutte le foto che sono state scattate in quel momento e piango per quello che è stato e che poteva essere, per questo meraviglioso gesto che la Reggina Calcio ci ha onorato di vivere li in tuo ricordo. Sono orgogliosa di averti avuto come cognato-fratello! Siamo stati tutti orgogliosi di vedere il tuo Lorenzo in mezzo ai tuoi campioni.

L’immagine che avrò per sempre nella mia mente di questo evento? Il tuo piccolo Lorenzo in mezzo a quel campo immenso e tutti i giocatori passargli vicino, sorridergli e accarezzargli il capo. E Gabriella li, accanto a lui, orgogliosa di te e di vostro figlio.

T’avevo fatto un giuramento e lo porterò avanti fino a quando avrò vita.

Ciao Aldo”.

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