Sentenza Eternit non valida per Bagnoli e Rubiera

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“Allo stabilimento Eternit di Bagnoli vi sono stati 134 morti per tumore al polmone, 9 per cancro alla laringe, 258 per asbestosi polmonare, 65 per mesotelioma, e oltre un centinaio di quegli operai ancora ammalati sempre per le patologie succitate”.

Lo ha affermato il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, commentando la sentenza del Processo Eternit pronunciata oggi dal Tribunale di Torino.

“La storica decisione di oggi a Torino sull’Eternit – ha aggiunto Cesaro –  riesce ad essere tanto eclatante e innovativa quanto crudele e incomprensibile per quelle famiglie napoletane che hanno visto la vita dei propri cari distrutta dall’amianto: infatti, anche se vengono riconosciute le responsabilità dei massimi dirigenti della multinazionale e si rende giustizia alla collettività ed ai dipendenti di quell’azienda, ciò non avviene per i familiari dei morti negli stabilimenti Eternit di Bagnoli e di Rubiera in Emilia Romagna, perché per loro è intervenuta la prescrizione dei reati”.

“E’ il classico caso in cui le norme giuridiche si scontrano in maniera evidente con il comune senso della giustizia che la società richiede. A loro la mia più ampia e sentita solidarietà per questa sentenza che non esisto a definire bifronte” – ha concluso Cesaro.