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In Toscana rischiano i borghi storici

A dirlo i docenti universitari e amministratori provinciali e comunali nel convegno intitolato “Crescita e conservazione”, svoltosi a San Donato in Poggio. Dall’evento è emerso che ”conservare è bene”, anche se ”non basta poiché occorre mettere vita nei centri storici minori per evitare che scompaiano”.

Il convegno, promosso in Palazzo Malaspina dall’unione dei Comuni di Barberino Val d’Elsa e TavarnelleVal di Pesa, ha evidenziato i limiti della conservazione rigida di insediamenti antichi nonché la necessità di individuare un nuovo modello di sviluppo, coerente e sostenibile affinché i borghi storici rimangano abitati e abbiano autonomia sociale ed economica.

”Non basta salvaguardare l’urbs, la città di pietra, occorre conservare la civitas, la comunità dei cittadini – ha osservato il professor Marco Jaff, docente di Rilievo dell’Architettura dell’Università di Firenze, aprendo i lavori dopo i saluti del sindaco di Tavarnelle, Sestilio Dirindelli – Bisogna evitare che i centri storici minori scompaiano perché imbalsamati da politiche di sola conservazione, tali da farli abbandonare dalla popolazione”.

”Si può favorire la crescita dei centri storici minori – ha proseguito Jaff – valorizzando i loro patrimoni, la capacità di renderli vitali, l’ascolto dei bisogni dei luoghi e dei cittadini che vi risiedono, delle strutture che li connotano, che devono essere in modo prioritario urbane”.

Per l’assessore provinciale alla Programmazione territoriale di Firenze, Marco Gamannossi, ”occorre intervenire mettendo in atto una rigenerazione non statica, ma capace di mettere vita nei nostri territori, occorre ristrutturare dando senso alla natura fungibile degli spazi pubblici, l’armonia delle strutture deve essere accompagnata dalla forza e dalla qualita’ delle relazioni pubbliche”.

Il direttore del Dipartimento di Architettura (Università di Firenze), Ulisse Tramonti ha evidenziato il pericolo di ”una musealizzazione” dei centri minori, che invece ”devono crescere seguendo una linea di continuità che si deve basare solo su una conoscenza preventiva”. I sindaci Massimiliano Pescini di San Casciano in Val di Pesa, e Roberto Bozzi di Castelnuovo Berardenga (Siena) hanno messo l’accento sulla necessita di fare sistema, di valorizzare i centri storici minori attraverso il raggiungimento di un equilibrio territoriale come dimostra l’esperienza della conferenza dei sindaci del Chianti.

Redazione

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