Monti uccide le sperenza di crescita del Sud

E’ duro e critico nei confronti delle scelte adottate dal Governo Monti. Non le gradisce soprattutto da calabrese. Si tratta del parlamentare piedillino Nino Foti che rileva come “i calabresi, così come il resto degli italiani, saranno chiamati ad un periodo di non facili sacrifici soprattutto economici. Il provvedimento del Governo Monti, a mio parere, segna duramente il Sud e le sue speranza di crescita. Nella nostra regione la classe politica calabrese ritengo che abbia, in particolare, il dovere di sforzarsi maggiormente per superare certe “storiche” divisioni. Però, almeno per quanto riguarda il PdL, in Calabria non mi pare che esista in modo diffuso questa volontà o almeno non intravedo alcun segnale che indichi tale direzione di marcia. Puntualmente, infatti, con l’approssimarsi delle festività natalizie nel PdL Calabria – accusa Foti – si ripete sempre lo stesso copione. Ma questa volta la convocazione della riunione del coordinamento regionale arriva decisamente fuori tempo massimo. Dico questo e chiarisco subito, a scanso di ogni equivoco o interpretazioni fuorvianti, il mio pensiero: alla riunione non ci sarò. Non potrò fisicamente esserci perché ho appreso della convocazione di tale riunione solo tramite un semplice e stringato sms. Solo dopo, nella tarda serata del 7 dicembre, mi è pervenuta una email con l’ordine del giorno della riunione, sul quale mi soffermerò in seguito. Tutto questo, si badi bene, accadeva nella serata di un giorno prefestivo. Davvero troppo tardi per annullare un precedente impegno familiare, atteso e programmato da tempo, che mi vede all’estero approfittando della pausa dai lavori parlamentari prevista nel Ponte dell’Immacolata. Non una telefonata. Né alcuna volontà di concordare in qualche modo tale data con chi, come il sottoscritto, dovrebbe invece essere interpellato per prima considerato che, in tale sede, si vorrebbe discutere dei futuri congressi provinciali e comunali e visto che, ad oggi, sono ancora uno dei cinque coordinatori provinciali del PdL. Ma tutto questo non basta. Ritornando all’ordine del giorno non posso non ammettere che leggendolo sono rimasto letteralmente basito. Mi aspettavo ben altro e non ho trovato nemmeno uno straccio di discussione sulla situazione politica nazionale o regionale. Mi domando e chiedo: ma è normale che i componenti del coordinamento regionale del PdL, che rimane pur sempre un partito-guida in Calabria, non siano messi nelle condizioni di avviare un dibattito interno al partito, ad esempio, sul fatto che in Italia non esiste più il Governo Berlusconi che tutti noi abbiamo sostenuto?”.

Nino Foti da politico che non ama le mezze misure accusa il coordinamento regionale del PdL Calabria di non essere chiamato ad espriimeersi “politicamente sulle politiche per il Sud del Governo Monti. O, ancora, sulle follie di Trenitalia e di Alitalia che tagliano treni e voli a dismisura in Calabria. Altresì come mai non viene concesso che il PdL Calabria possa occuparsi liberamente del fatto che dal Tavolo Massicci sullo stato di salute della sanità nella nostra regione arrivano solo brutte notizie? Per non parlare poi dei recenti scandali giudiziari che, purtroppo a malincuore, vedono coinvolti anche esponenti politici regionali di primo piano del nostro partito e che devono necessariamente corrispondere ad una seria riflessione e ad un atteggiamento attento e maggiormente responsabile da parte di chi fa politica in Calabria. E invece qual’é l’unica preoccupazione che muove questa convocazione: lo svolgimento dei congressi provinciali. Tutto questo appare davvero paradossale. Misteri di una politica tutta in salsa calabra. Come si può facilmente intuire, non mi ritrovo affatto in linea con questo modo di concepire e di guidare il partito in Calabria ad uso e consumo personale. Ma fin qui nulla di nuovo, visto che la mia posizione critica in tal senso é ormai notoria. Se non fosse che tale riunione pretenderebbe (il condizionale è d’obbligo) addirittura di affrontare un tema nevralgico e cruciale per la sopravvivenza stessa del PdL in Calabria ovvero lo svolgimento dei congressi che ridisegneranno l’assetto del partito. E pretenderebbe di farlo all’indomani, e qui sta il punto, della notifica di una circolare recapitataci da Alfano (guarda caso scritta il 6 a seguito del Comitato di Presidenza e inviata prioprio nella mattinata di giorno 7 dicembre) che parla chiaro: le incompatibilità tra l’incarico di Coordinatore Regionale ed altri ruoli istituzionali vanno rimosse. A tal proposito si chiarisce che l’assenza di un termine perentorio è solo un atto di cortesia, trattandosi insomma di un invito formulato in modo gentile. Pertanto non credo che ormai vi possano essere altri dubbi. Personalmente sostengo da tempo questa tesi ed oggi anche l’on Alfano me ne dà conferma. Qualora poi ci si volesse ancora arrampicare sugli specchi basti pensare che tale circolare inviata in tutta Italia a tutti i coordinatori del partito trova come unico caso di applicazione appunto solo la Calabria. Ma rimane il fatto che si tratta di un vero e proprio provvedimento ad personam. Buon senso suggerirebbe di farla finita qui, anziché tentare l’ultimo colpo di mano con i congressi. Se fossi io a trovarmi in questa situazione imbarazzante non potendo più proseguire oltre in tale incarico poiché incompatibile, nell’interesse del partito, lascerei che il delicato processo di riorganizzazione del PdL in Calabria fosse guidato da un Commissario Straordinario oppure direttamente dal nuovo Coordinatore Regionale. Altrimenti che senso avrebbe la comunicazione del Coordinamento Nazionale? E invece no. Si continua a mantenere in vita una situazione decisamente imbarazzante per il partito anche a livello nazionale. Uno stato di cose che mi porta ad affermare che, siccome in Calabria ognuno può non tenere conto delle regole, che pure esistono, allora tanto vale fare ciò che conviene di più e non ciò che é giusto. Da Coordinatore Provinciale ed in qualità di componente della Direzione Nazionale ritengo davvero inutile e maldestro questo tentativo, utile solo a confermare la urgente necessità di un rapido e ormai più improrogabile cambio della guardia alla guida del PdL in Calabria da parte del Coordinamento Nazionale. Ne parlero’ con urgenza in settimana con i vertici PdL a Roma. Per queste motivazioni qualora ci fossi stato non avrei comunque partecipato alla prossima riunione di Coordinamento Regionale del PdL. Dispiace dirlo ma ormai anche a Roma si sono accorti che non é più possibile che controllore e controllato coesistano in capo alla stessa persona. So bene che questo mio pensiero da uomo libero risulterà sgradito ad alcuni e sono altrettanto certo che pronamente il solito tam tam dei comunicati a raffica e dei soliti difensori d’ufficio non tarderà a farsi sentire. In fondo, tutto sommato, lo sanno tutti: io preferisco la sincerità”.

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