Palermo può e deve uscire dall’emergenza rifiuti

“Non servono ingenti spese economiche, ma solamente un buon uso dei mezzi a disposizione e la collaborazione dei cittadini”. E’ la ricetta di Pietro Minardi, Obiettivo Cambiamento, per far uscire il capoluogo siciliano dal problema immondizia.

“Sembra un impresa impossibile, ma uscire dall’emergenza rifiuti, a Palermo, è più facile di quello che sembra – dichiara al giornale – in una città che vanta la cattiva fama di “più sporca d’Italia” insieme a Napoli, a causa di un amministrazione comunale assente, dell’anarchia che l’Amia ha vissuto in questi anni e della mancanza di senso civico di una parte di Palermo”.

La prima tappa, a parere di Obiettivo Cambiamento, deve essere sicuramente il rafforzamento del controllo sul territorio, con l’allargamento delle aree video sorvegliate e la previsione di un sistema di security, che effettui un pronto intervento sanzionatorio su chi infrange la legge e sporca la città.

Il secondo passo deve essere l’informazione sul territorio con stand ed altre attività, “al fine di dare massima informazione alla gente, sul come e dove portare i rifiuti ingombranti e poi “l’estinzione totale dei costi di rimozione dell’amianto, materiale cancerogeno che ha spese di trattamento e rimozione altissime, intorno ai 1200 euro, un salasso per le famiglie che se lo ritrovano nelle proprie case o nei terreni”. Il quarto ed ultimo passo prospettato da Obiettivo Cambiamento è l’avvio della raccolta differenziata in tutti i quartieri e la stabilizzazione della municipalizzata Amia, “la quale è perennemente in perdita a causa della mancanza di un piano aziendale”.

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