Mobilitazione a difesa della salute nella piana di Gioia Tauro

La questione sanità viene affronta in una lunga ed articolata nota stampa da Nino Calogero, segretario comprensoriale Cgil Gioia Tauro, che vi proponiamo di seguito integralmente. “Viviamo in un lembo d’Italia dove tutto è interessato da sofferenze reali che si concretizzano in negazione di diritti (salute, lavoro, cittadinanza), in vessazioni ed esclusioni di territori più o meno importanti, a seconda del peso politico di riferimento governativo,  si accantona il soggetto principale del contendere, il cittadino onesto che fa di tutto per sopravvivere e non si accorge della valanga di provvedimenti pronta a travolgerlo inesorabilmente ma, vive l’angoscia di non riuscire a sopravvivere più col suo onesto lavoro. Questo accade in Calabria, dove a volte si registrano epiloghi drammatici in troppe famiglie disperate. In questi giorni leggiamo sui quotidiani locali notizie che impongono una seria riflessione su cosa è la politica e cosa porta a casa di queste persone deboli politicamente ma molto forti del loro modo di essere cittadini laboriosi e onesti. L’argomento di attualità è il sistema sanitario calabrese, con i vari decreti emanati dal Commissario/Presidente della Regione Calabria, gli atti aziendali dei Direttori Generali di ASP e Aziende Ospedaliere e, non ultime per importanza, le uscite dei potentati politici mirate a mantenere il consenso ottenuto  nei territori. Registriamo in questo bailamme un tavolo romano “Massicci”, in velata contrapposizione ai provvedimenti adottati dal commissario Scopelliti ed il contraltare fatto di promesse ad personam verso gli intoccabili e per quelle bocche fameliche, in attesa del riconoscimento di strutture complesse, puntualmente arrivate con i nuovi atti aziendali. Questo tragicomico scenario, racchiude tutte le aspettative di una classe dirigente che continua a navigare nella muffa di una storia infinita che ricalca spudoratamente le orme di un triste passato, dove contano soltanto le amicizie e le appartenenze, in barba ai valori professionali dimostrati sul campo, all’eccellente esperienza lavorativa, a quel valore umano e sociale dimostrato nelle cure dell’ammalato.

Tuttavia, nonostante qualche sindaco, subentrato in questa compagine governativa, si strappa le vesti per ottenere quello che dovrebbe essere logica attuativa della sanità pubblica, continua ad imperare la legge del più forte. A questo punto per capire meglio quello che ci aspetta e restare nel nostro territorio della Piana di Gioia Tauro, è opportuno analizzare nel merito alcuni punti critici di negazione del diritto alla salute.

I posti letto, statuiti dal patto per la salute 2010/2012, sono 4 per mille abitanti, di cui 3,3% per acuti e 0.7% per riabilitazione e lungodegenza. Sui dati recenti, nel distretto unico di Palmi, la popolazione residente è di 158.777 persone. I posti letto necessari per fronteggiare le necessità di salute sono 635, suddivisi in 587 per acuti e 48 per riabilitazione, lungodegenza e post acuti. Il DPGR n. 106 del 20 Ottobre 2011 assegna alla piana di Gioia Tauro soltanto 227 posti letto, divisi sull’Ospedale di Polistena (177 p.l.) e su quello di Gioia Tauro (50 p.l.);

Il risultato ottenuto è di meno 408 posti letto; la cancellazione dei posti letto dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Polistena (sono stati cancellati tutti i posti letto dell’intera ASP) e della Cardiologia di Gioia Tauro.

L’effetto di tale decisione comporta un abbattimento della disponibilità di posti letto ed un impoverimento delle funzioni proprie dei dirigenti Medici/Veterinari e delle Professioni del Comparto deputati alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei cittadini utenti. Infatti, si lasciano strutture complesse col solo primario e senza posti letto; si cancella la riabilitazione dell’intera ASP (pilastro fondamentale della sanità pubblica); si creano nuovi ospedali della morte con unità operative chirurgiche ma senza l’apporto fondamentale di anestesia/rianimazione e cardiologia; si lasciano punti di primo soccorso isolati senza continuità assistenziale; si creano primariati e strutture semplici con solo 10 posti letto; si inventano figure di coordinamento (ruolo inesistente) con stipendi di Direttore di Dipartimento. E poi, non a caso, ci si dimentica che esiste la struttura del Medico Competente, quella che fa capo all’Attività Libera Professionale Intramuraria, oppure di quelle branche chirurgiche e mediche già inserite nel progetto del Nuovo Ospedale della Piana, quali ad esempio Oculistica (grosso affare del privato), oppure Diabetologia  (la malattia del secolo) e tanto altro ancora. A tutto ciò bisogna aggiungere la cosiddetta “estraneità della politica” nella gestione del Servizio Sanitario Pubblico. Difatti, la Dr.ssa Squillacioti è molto rispettosa di questo principio, tant’è che alcune nomine saranno conferite con incarico fiduciario, dimenticandosi che soltanto quelle di Direttore Amministrativo e Sanitario hanno questa prerogativa.

Questi sono soltanto alcuni “risultati” prodotti da questa direzione e da questo governo regionale, che hanno la sola connotazione di riportarsi storicamente al passato governo Chiaravalloti fautore della grande manovra di smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico a favore di una miriade di accreditamenti verso la sanità privata.

Per contrastare queste scellerate decisioni e Sul diritto alla salute, per un Servizio Sanitario Pubblico universale e di qualità, chiameremo a raccolta l’intero apparato politico e della Cgil di categoria e confederale, in una prima giornata nazionale di mobilitazione che si terrà venerdì 18 Novembre, presso l’Aula Consiliare del Comune di Palmi”.

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