Il culto di Santa Teresa a Capo Colonna

Il 15 ottobre la Chiesa fa memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù (1515 – 1582), fondatrice dell’Ordine delle Carmelitane Scalze ed una delle due donne ad essere ufficialmente dichiarate Dottori della Chiesa (1970) assieme a santa Caterina da Siena.

In questo giorno solenne, alle ore 11, anche le Sorelle Carmelitane del Monastero Teresiano di Capo Colonna vogliono far memoria della loro Santa fondatrice con una liturgia eucaristica presieduta da Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone – Santa Severina, per domandare “alla Santa Madre Teresa un cuore docile che diventi dimora della gloria di Dio”.

Teresa era una ragazza di buona famiglia e ben educata, con grandi doti e un carattere vivace ed a circa vent’anni entrò nel convento carmelitano dell’Incarnazione nella sua città natale, Avila in Castiglia. Entrò monaca con determinazione ma senza entusiasmo perché non sopportava il pensiero di dover abbandonare la famiglia, seppur il convento era una comunità grande e rilassata che continuava a tenere contatti col mondo esterno. Dapprima Teresa soffrì di una grave infermità, ma resistette facendo anche ottimi passi verso la contemplazione. Col passar degli anni fu spesso rapita in estasi e fra le sue esperienze spirituali è notevole la trafittura mistica del suo cuore da una freccia del Divino Amore. Scrisse molto su queste cose senza darvi, però, eccessiva importanza.

Sulla Santa esercitò forte influenza il sacerdote domenicano Domingo Banez che per primo le insegnò che il buon Dio può essere amato in e attraverso tutte le cose.

Solo verso la mezza età Teresa, con l’incoraggiamento di Pietro d’Alcantara e di altre persone, decise di fondare un monastero che seguisse la forma originaria e severa della Regola carmelitana. Dopo non pochi ostacoli fu aperto ad Avila, nel 1562, il cenobio di san Giuseppe, la prima Casa della Carmelitane riformate “scalze” a distinguerle da quelle della regola più mite dette “calzate”.

Quello di Teresa è stato un itinerario di spiritualità, contemplazione e di azione molto attivo e spesso in condizioni estremamente dure con le quali viaggiò molto in tuttala Spagnafondandovi diciassette conventi. Queste comunità dovevano essere non troppo grandi, povere sì, molto disciplinate e da vivere in stretta clausura. Sotto l’influenza di Madre Teresa la riforma, detta appunto Teresiana, si propagò anche nel versante maschile e sicuramente il maggior rappresentante è stato san Giovanni della Croce.

Teresa di Avila può essere vista come il classico esempio di religiosa che ha saputo combinare contemplazione, preghiera con un’intensa attività, efficienza e buonsenso nei lavori quotidiani e di tanto ne riferì in forma letteraria. I più importanti dei suoi scritti giunti fino a noi sono la sua Vita che va fino al 1562 scritta su richiesta dei suoi confessori, il Cammino della perfezione destinato all’istruzione delle sue consorelle, il Libro delle fondazioni come vivace cronaca della fondazione dei suoi conventi e il Castello interiore, l’opera dalla forte spiritualità e dall’intenso insegnamento.

Redazione

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