Calabria

Mediterraneo, identità e memoria: Pino Cinquegrana firma due opere tra olio, grano e tradizioni

Due opere, 430 pagine complessive e un ricco repertorio fotografico a colori per raccontare il Mediterraneo attraverso la sua storia, le tradizioni popolari, la fede, i miti e i saperi che hanno contribuito a definire l’identità delle comunità. È il percorso culturale e antropologico firmato da Pino Cinquegrana, autore di due volumi pubblicati da LIBRITALIA.net EDIZIONI, con il progetto editoriale curato dalla dottoressa Simona Toma.

I titoli, L’oro verde del Mediterraneo. Storia, scienza, tradizioni dell’olio d’oliva e Il grano e le valli dei mulini. Storia, cultura e tradizioni del pane e delle farine, individuano due elementi fondamentali della civiltà mediterranea: l’olio e il pane. Prodotti che, nel corso dei secoli, hanno superato la loro funzione alimentare per diventare simboli di identità, lavoro, spiritualità, condivisione e memoria collettiva.

L’obiettivo è restituire la complessità di un patrimonio nel quale la Dieta Mediterranea non rappresenta soltanto un modello alimentare, ma un sistema culturale costruito attraverso il rapporto tra uomo e territorio, le pratiche agricole, le tradizioni familiari, le celebrazioni religiose e la trasmissione dei saperi tra le generazioni.

L’olio e il pane, due simboli della civiltà mediterranea

Nel primo volume, L’oro verde del Mediterraneo, Cinquegrana conduce il lettore nella storia dell’ulivo e dell’olio d’oliva, seguendo un itinerario che intreccia civiltà antiche, miti, pratiche contadine e conoscenze scientifiche. L’olio emerge come elemento centrale della cultura mediterranea, legato all’economia rurale, alla vita quotidiana e alle tradizioni tramandate nel tempo.

Il racconto attraversa le radici storiche dell’olivicoltura e richiama il valore dell’olio extravergine nella cultura alimentare, mettendo in relazione il patrimonio delle comunità con l’interesse contemporaneo per la nutrizione e la salute.

Il secondo volume, Il grano e le valli dei mulini, amplia questa prospettiva concentrandosi sulla storia del grano, sulla trasformazione dei cereali in farina e sulla preparazione del pane. Il libro recupera gesti, parole, strumenti e consuetudini della civiltà contadina, dedicando particolare attenzione ai mulini, luoghi che per generazioni hanno rappresentato un punto di riferimento economico e sociale per le comunità.

Dal lavoro nei campi alla macinazione, fino alla preparazione del pane, il percorso ricostruisce una storia fatta di fatica, competenze artigianali e solidarietà. I mulini diventano così testimonianze di un passato nel quale il rapporto con l’acqua, la terra e le risorse naturali scandiva i ritmi della vita quotidiana.

Due libri differenti per oggetto, ma uniti dalla medesima prospettiva: raccontare come gli alimenti fondamentali della tavola mediterranea siano anche custodi di una storia sociale, religiosa e culturale.

Il Mediterraneo tra riti, miti, fede e tradizioni popolari

Uno degli aspetti più significativi del progetto è l’attenzione riservata alle manifestazioni della cultura popolare. Le opere affrontano il patrimonio mediterraneo attraverso i suoi riti, le devozioni, i miti, le antiche consuetudini e le espressioni linguistiche che hanno accompagnato la vita delle comunità.

L’olio e il pane assumono, in questo contesto, significati che vanno oltre la nutrizione. Sono presenti nelle celebrazioni, nei gesti rituali, nelle pratiche religiose e nei momenti di condivisione familiare e comunitaria. La loro storia si intreccia con quella delle popolazioni, con le trasformazioni del territorio e con le forme attraverso cui le conoscenze sono state tramandate.

Anche le lingue e i dialetti custodiscono una parte importante di questa memoria: parole legate al lavoro agricolo, proverbi, racconti e denominazioni tradizionali conservano tracce di un patrimonio che rischia di disperdersi con il progressivo abbandono delle attività e degli ambienti rurali.

La ricerca di Cinquegrana restituisce centralità a queste testimonianze, mostrando come la cultura materiale e quella immateriale siano inseparabili quando si vuole comprendere davvero la storia di un territorio.

I contributi scientifici e accademici

Il valore dei due progetti editoriali è rafforzato dal confronto tra prospettive umanistiche, antropologiche e scientifiche. Tra i contributi indicati figurano quelli del professor Domenico Praticò, scienziato della Temple University di Philadelphia, noto per le sue ricerche sulle malattie neurodegenerative e sull’Alzheimer.

Il quadro dei contributi comprende inoltre il dottor Antonio Montuoro, presidente di un organismo di riferimento per la Dieta Mediterranea, il cardiologo Soccorso Capomolla, direttore del Don Mottola Medical Center, e il professor Antonio Viscomi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

È indicato anche l’antropologo Luis Alonso Ponga, dell’Università di Valladolid, in Spagna, il cui ambito di studio contribuisce a collocare le tradizioni popolari e le manifestazioni della religiosità nel più ampio contesto della cultura e della memoria collettiva.

Il dialogo tra competenze differenti permette di affrontare il Mediterraneo da più angolazioni: dalla ricostruzione storica alle tradizioni alimentari, dalla cultura contadina alla ricerca medica. Un approccio che sottolinea l’importanza di considerare il cibo anche in relazione alla salute, senza separarlo dai contesti sociali e culturali nei quali si è sviluppato.

La memoria delle valli e dei paesaggi rurali

Particolarmente significativa è la prospettiva offerta da Il grano e le valli dei mulini, che richiama l’attenzione su un patrimonio spesso trascurato: gli antichi mulini e i paesaggi rurali che li circondano.

Queste strutture raccontano una storia fatta di tecniche, lavoro e organizzazione delle comunità. Erano luoghi nei quali il grano diventava farina, ma anche spazi di incontro, scambio e relazione. La loro progressiva scomparsa rappresenta una perdita che non riguarda soltanto gli edifici, ma anche le conoscenze e le consuetudini che ne accompagnavano il funzionamento.

La valorizzazione di questi luoghi può contribuire a rafforzare il legame tra patrimonio storico, identità territoriale e nuove forme di conoscenza del paesaggio. Conservare la memoria dei mulini significa anche documentare il rapporto tra le comunità e le risorse naturali, offrendo alle nuove generazioni strumenti per comprendere il passato.

Due volumi per raccontare un patrimonio ancora vivo

Con L’oro verde del Mediterraneo e Il grano e le valli dei mulini, Giuseppe Cinquegrana propone un percorso che mette al centro le radici storiche e culturali della Dieta Mediterranea. L’olio e il pane diventano le chiavi per leggere una civiltà nella quale alimentazione, lavoro, fede e tradizioni hanno contribuito a costruire un’identità condivisa.

Le 430 pagine complessive e il repertorio fotografico a colori accompagnano questo itinerario tra documentazione e divulgazione, con l’intento di preservare testimonianze e conoscenze che appartengono alla storia delle comunità mediterranee.

Il progetto editoriale curato dalla dottoressa Simona Toma per LIBRITALIA.net EDIZIONI si inserisce così in un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale, nel quale la ricerca sul passato può contribuire a interpretare il presente.

Perché raccontare l’olio, il grano, il pane e i mulini significa raccontare anche le persone che hanno coltivato la terra, trasformato i suoi prodotti, custodito i riti e tramandato le proprie parole. È in questa trama di esperienze, saperi e memorie che il Mediterraneo continua a riconoscere una parte essenziale della propria identità.

Redazione

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