Serra San Bruno incanta il Papa tedesco

Il fascino del silenzio, della meditazione. Ha incanto il Santo Padre nella sua prima visita in Calabria. Dodici ore al Sud. Una lunga parte di giornata a Lamezia Terme dove ha celebrato messa davanti ad una folla di più di cento mila persone. Ed una seconda metà a Serra San Bruno nel momento più atteso dallo stesso Bendetto XVI. “Per bonificare la società – ha spiegato – i monaci svolgono una funzione, e i monasteri sono ”indispensabili”. Se nel medioevo i monasteri sono stati centri di bonifica dei territori paludosi oggi servono a ‘bonificare’ l’ambiente in un altro senso: a volte, infatti, il clima che si respira nelle nostre società non è salubre, è inquinato da una mentalità che non è cristiana, e nemmeno umana, perché dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale. In questo clima non solo si emargina Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune. Il monastero invece è modello di una società che pone al centro Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel nostro tempo”. Un richiamo costante al male e alla criminalità che opprime la Calabria ed il Sud. Una visita a Serra San Bruno sulle orme del suo predecessore (Papa Giovanni Paolo II) che in questi luoghi ameni vi era stato il 5 ottobre 1984. Serra San Bruno ha atteso paziente 17 anni il ritorno di un Pontefice e non ha tradito le attese, ha incantato il Papa tedesco che si è sentito per certi versi a casa nella casa “adottiva” di San Brunone da Colonia, suo connazionale.

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