Roma David Tobini, non si può morire così

E’ la zia di David Tobini a sintetizzare lo stato d’animo di Osteria Nova, la frazione di Roma dove abitava il caporalmaggiore appena 28enne ucciso in Afghanistan. Volontario in servizio permanente effettivo nel corpo dei parà, Tobini abitava con sua madre e suo fratello in una palazzina di via Quero, all’estrema periferia della Capitale. A Osteria Nova il `pellegrinaggio´ dei conoscenti è andato avanti, lento, per tutta la giornata, anche sotto la pioggia battente. “Mio nipote era una persona squisita – dice tra le lacrime sua zia – Era la seconda volta che si recava in Afghanistan e la prima volta, al ritorno ci aveva sempre detto che in quella terra c’è troppa miseria. Sono distrutta non si può morire così, a 28 anni. Abbiamo letto con apprensione in questi anni di altre morti e siamo sempre stati in apprensione per David, stavolta è toccato a noi”. “Era un ragazzo semplicissimo – aggiunge lo zio – gli piaceva fare questo mestiere”. La famiglia -la madre, il padre e il fratello minore di Tobini – è stretta nel riserbo, chiusa nell’abitazione presidiata dai militari. Ma dalle parole degli amici trapela tutto il dolore e la rabbia per la perdita di David. “Questa doveva essere una missione di pace e ci sta portando via tutti i ragazzi. Faccio un appello a Berlusconi: portateli via da lì – afferma, con gli occhi lucidi, Dusolina, un’amica di lunga data -. Sono ragazzi che non pensano di morire lì”. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel pomeriggio di lunedì ha fatto visita ai familiari aggiunge: “La mamma ovviamente sente tutto il dolore e tutta la rabbia per questa morte. Cercheremo di accogliere David con tutti gli onori che Roma sa riservare a un suo figlio caduto”. Nel giorno delle esequie, annuncia Alemanno, verrà proclamato il lutto cittadino.

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