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Gioia Tauro, ex amici ora nemici Sciarrone e Bellofiore litigano su tutto

“Togliere dal commercio prodotti posti in vendita senza il rispetto di alcun requisito igienico sanitario, e in tali condizioni destinati a finire nelle tavole dei nostri cittadini, è un segno di vicinanza e protezione da parte delle forze dell’ordine che restituisce ai consumatori fiducia e serenità. Ma è altresì un messaggio garantista nei confronti di tutti gli esercenti che svolgono la loro attività nel rispetto della legge e delle regole sanitarie fondamentali per la tutela della salute. Nel mio ruolo di Sindaco non posso non riconoscere l’importanza del rispetto delle regole, unica vera garanzia della democrazia e della tutela dei cittadini”. Così il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore (con la fascia tricolore nella foto) torna sulle multe ai pescatori inflitte nell’ambito dei controlli costanti di Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza. Una nota a cui ha fatto seguito poche ore dopo Cittadinanza Democratica, il movimento con il quale è stato eletto Bellofiore lo scorso anno e che oggi è frammentato tra chi ha seguito il primo cittadino nell’avventura con l’Udc e chi ha preso le distanze. “Rimaniamo stupefatti ed allibiti dal tenore delle dichiarazioni rese, appena qualche giorno addietro, da un rappresentante dell’istituzione provinciale, che, attaccando l’operato della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza, ha sostenuto la causa dei pescivendoli abusivi, in spregio alla cultura della legalità ed ai diritti sacrosanti dei lavoratori dello stesso settore che, con grandi sacrifici, pagano le tasse. A nostro parere, l’attività delle istituzioni a repressione del commercio abusivo – e, in generale, dell’illegalità, ovunque essa si manifesti – lungi dall’essere messa in discussione, va, al contrario, apprezzata e sostenuta, soprattutto dai rappresentanti politici, tenuti – proprio in virtù del loro compito – ad essere esempio e baluardo di legalità”. Una violenta reprimenda nei confronti di Rocco Sciarrone (nella foto in abbigliamento casual), eletto consigliere provinciale nelle file del Pri. Uno scontro “anomalo” se si pensa che Bellofiore e Sciarrone erano fianco a fianco lo scorso anno e ora si trovano “nemici”, naturalmente politicamente parlando. Il destino poi vede i due esponenti politici locali insieme alla Provincia dove Udc e Pri sono di fatto alleati. Che aspettano i partiti a mettere fine alle beghe? Che immagine danno di alleanza? E soprattutto quanto giova a Gioia Tauro continuare a dare battaglia sul piano strettamente personale? Le “guerre” tra personaggi politici sono all’ordine del giorno. Le “guerre” non fanno mai bene soprattutto in un momento di crisi, in una Città che “muore” per mancanza di lavoro, per una esclatation di violenza criminale e non, che soffoca per l’emergenza ambientale e che vive un post alluvione difficile. E’ il momento di non tirare in ballo i panificatori piuttosto che i pescatori come elemento di scontro. E’ il momento della comprensione reciproca, dei tavoli per soluzioni comuni. E’ il momento che qualcuno faccia da mediazione. Del resto se si solleva una questione non necessariamente bisogna “demolire” l’avversario. Sciarrone ha portato una questione: i pescatori hanno bisogno non di multe ma di strumenti. No alle multe si agli incentivi per far emergere gli abusivi. Stesso vale per la questione pane. Stesso dicasi per la questione ospedale. Tutti a criticare, tutti dalle proprie posizioni. Che aspetta il consiglio comunale a venire fuori con posizioni condivise sui temi caldi: il Porto; il post alluvione; la crisi economica; il pane; il mercato ittico; il rilancio dell’Ente Comune. Serve un passo indietro. Urge. Lo chiedono i cittadini a gran voce.

Redazione

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