Oltre trenta milioni di euro riciclati in alcuni dei templi della movida milanese: il Karma, il Luminal, il Cafè Solaire, tre discoteche le cui quote sono state sequestrate nei giorni scorsi dalla procura, a caccia dei capitali sottratti all’erario. Un’organizzazione, secondo l’ipotesi dell’accusa, che attraverso l’emissione di fatture false e la creazione di società fittizie è riuscita a farsi finanziare dagli istituti di credito e ha usato quei soldi in frodi carosello, operazioni che hanno portato al fallimento di società fittizie senza aver mai versato l’Iva dovuta. Denaro poi riciclato in immobili, auto di lusso e in investimenti in alcuni tra i migliori locali della città. L’organizzazione avrebbe operato su due livelli: c’era chi si occupava delle frodi fiscali, chi delle truffe, ma non tutti quelli che partecipavano alle prime si occupavano delle seconde. Tra i casi ricostruiti da Procura e Guardia di Finanza, l’acquisto di casse di champagne dalla Francia con esenzione del pagamento dell’iva attraverso la costituzione di società cartiere. Un nero di milioni e milioni che ha fatto scattare i sequestri “per equivalente”, previsti dal codice qualora non ci si possa rivalere sui beni che costituiscono il profitto del reato. Da qui il sequestro delle quote dei locali Karma, Luminal e Cafè Solaire (che resteranno comunque aperti), di cui alcuni degli arrestati risultano titolari di fatto.
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