Cinque cittadini italiani, quattro donne e un uomo, sono rimasti coinvolti nell’assedio di alcune abitazioni palestinesi nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania. Sulla vicenda arriva una durissima condanna dagli Stati Uniti, con l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee che ha definito l’assedio delle case palestinesi da parte dei coloni un «atto di terrorismo».
I cinque italiani si trovavano nel villaggio per portare solidarietà alla popolazione locale. Secondo quanto riferito da fonti informate, erano entrati in una delle abitazioni palestinesi interessate dall’assedio e successivamente, su ordine dell’esercito israeliano, si sono trasferiti in una casa non direttamente circondata dai coloni.
Lo spostamento sarebbe avvenuto senza l’uso della forza o episodi di violenza. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e in coordinamento con il consolato italiano a Gerusalemme e l’ambasciata a Tel Aviv, sta seguendo la situazione e i contatti con i connazionali.
La tensione nel villaggio, situato a sud di Nablus e abitato da circa 5.000 persone, si è intensificata negli ultimi giorni. Secondo le ricostruzioni, gruppi di coloni israeliani avrebbero allestito accampamenti nei pressi di alcune abitazioni alla periferia di Qusra, impedendo agli occupanti di entrare o uscire.
In almeno due abitazioni sarebbero rimaste intrappolate famiglie palestinesi. La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata con il blocco di una strada di accesso e l’interruzione delle forniture di acqua ed elettricità.
Proprio in una delle abitazioni coinvolte si trovavano i cinque cittadini italiani, presenti per una missione di solidarietà. Tra le persone coinvolte ci sarebbe anche Qusai Abu Rida, cittadino statunitense, circostanza che ha attirato l’attenzione delle autorità americane.
A rendere ancora più pesante il quadro sono state le parole dell’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, che, pur essendo un convinto sostenitore degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ha condannato senza mezzi termini l’azione contro le famiglie palestinesi.
«Le azioni di coloro che si celano dietro questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti», ha scritto Huckabee su X.
L’ambasciatore ha quindi aggiunto: «Nessuna scusa giustifica questo comportamento da teppisti».
Una presa di posizione particolarmente significativa, considerata la posizione generalmente favorevole di Huckabee nei confronti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Le sue dichiarazioni mostrano quanto l’episodio di Qusra abbia assunto una rilevanza anche sul piano diplomatico.
Di fronte all’escalation, l’esercito israeliano ha dispiegato forze nella zona. Il 51° battaglione della brigata Golani è stato inviato nell’area, mentre le autorità israeliane hanno annunciato operazioni contro un avamposto di coloni.
Secondo le informazioni diffuse, un israeliano sarebbe stato arrestato, ma la presenza di coloni nell’area non sarebbe completamente cessata. Le forze israeliane avrebbero inoltre imposto restrizioni alla circolazione e una forte presenza militare nel villaggio.
L’episodio di Qusra riaccende così i riflettori sulla crescente tensione in Cisgiordania, dove gli episodi di violenza e le tensioni tra palestinesi, coloni israeliani e forze di sicurezza continuano ad alimentare una situazione sempre più esplosiva.
Per i cinque italiani coinvolti, la priorità resta ora la sicurezza. Le autorità italiane continuano a monitorare la situazione e a mantenere i contatti con i connazionali presenti nell’area.
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