Reggio Calabria, Raffa ancora alle prese con la giunta per i malesseri dell’Udc

C’è attesa in Riva allo Stretto per le decisioni del presidente della Provincia Peppe Raffa che ancora non ha nominato la giunta. Entro la fine della settimana, comunque, il presidente dovrebbe trarre le conclusioni dei suoi incontri e presentare la tanto travagliata squadra. Che dovrebbe prevedere un assessore per ogni formazione politica che ha concorso al successo elettorale. Una decisione che favorisce partitini e movimenti ma che non piace nè al PdL nè alla Lista Scopelliti nè soprattutto all’Udc che ne rivendica due per sè. Ma Raffa è stato chiaro: la scelta spetta a lui e così sarà. In molti augurano che l’ex sindaco reggente opti per lo scorrimento interno aprendo le porte del palazzo ai primi dei non eletti. Staremo a vedere. La giunta sicuramente dovrà mettersi subito al lavoro perché le questioni da affrontare sono davvero tante e meritano molta attenzione. Il primo impatto duro, intanto, c’è già stato e ha avuto per tema la Sogas. Da anni, ormai, la società di gestione dell’aeroporto fa notizia solo quando ha bisogno di essere ricapitalizzata per far fronte al deficit di bilancio. Adempimento che, di volta in volta, fa crescere l’insofferenza dei soci, a cominciare proprio dalla Provincia di Reggio che detiene la maggioranza del pacchetto azionario. Nella riunione di lunedì scorso, durata sette ore, si sono registrate le dimissioni del presidente del Cda, Pasquale Bova. Praticamente un atto dovuto, visto che il manager era stato nominato dalla precedente amministrazione guidata da Morabito. Il punto vero, adesso, è quello di far ripartire il “Tito Minniti”. Come? Secondo Raffa la strada è una e una soltanto: quella che porta al processo di privatizzazione dello scalo. Più volte tentato e mai riuscito in questi ultimi anni. Che non è una buona ragione per arrendersi. Raffa, al contrario, appare estremamente determinato e ha già indicato per il prossimo 25 luglio la data di fissazione delle procedure e dei criteri per la scelta del soci privati. In questa battaglia, il presidente può contare sulla totale disponibilità del suo omologo messinese, Nanni Ricevuto, sempre più convinto che gli interessi della comunità peloritana passino per l’aeroporto dello Stretto, specie nell’ottica di quell’area metropolitana sulla quale sono puntati i desideri e le speranze di sviluppo economico e culturale del territorio. Sul “Tito Minniti”, insomma, si gioca una partita decisiva ed è una partita che si vince o si perde sul versante della privatizzazione. Lo scalo di Ravagnese ha necessità assoluta di guadagnare terreno e reputazione nel panorama italiano. Il vicino esempio di Lamezia Terme, sempre più proiettata verso i cieli internazionali, può essere utile: se non si raggiunge un decente standard di qualità si è condannati a una vita minima e rannicchiata. Esattamente quella che, da troppo tempo ormai, sta conducendo l’aeroporto reggino.
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