Raffadali, in chiesa il baciamo le mani a don Totò Cuffaro

Hanno suscitato qualche polemica a Raffadali, piccolo centro in provincia di Agrigento, le parole di elogio pronunciate dal presidente del Consiglio comunale, Gaspare La Porta (Udc), nei confronti dell’ex governatore Salvatore Cuffaro, originario del paese, nel corso della cerimonia per la riapertura della Chiesa Madre, recentemente restaurata. La Porta, esponente cuffariano, ha ricordato «l’amico Totò» e ha anche ribadito che “i soldi per dare il via ai lavori sono arrivati grazie ad un finanziamento della presidenza della Regione quando presidente era Totò Cuffaro”. Il passaggio del discorso istituzionale dedicato all’ex governatore ha anche raccoto un applauso all’interno della chiesa. La Chiesa Madre di Raffadali è stata riaperta al culto con la celebrazione del solenne pontificale, presieduto dall’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro. Salvatore Cuffaro, da febbraio sta scontando la pena confermata dalla Cassazione per favoreggiamento della mafia e a Raffadali vivono i suoi genitori, mentre il fratello, Silvio Cuffaro, è sindaco da diversi anni. “Riteniamo offensive per l’intera comunità e per ogni persona onesta le parole d’elogio utilizzate dal presidente dal Consiglio comunale Gaspare La Porta nei confronti del condannato per fatti di mafia Salvatore Cuffaro – ha detto Gaetano Alessi, dell’associazione Ad Est di Raffadali -. Ognuno ha i propri riferimenti etici, ma ci sarebbe piaciuto un ricordo di Pino Puglisi, Paolo Borsellino, Nuccio Montana e di quel Peppino Impastato la cui intitolazione di una via a Raffadali il La Porta osteggia da sempre in consiglio comunale. Chiederemo al prefetto se un uomo che ricorda con affetto un condannato per favoreggiamento alla mafia e violazione del segreto istruttorio possa rappresentare le istituzioni”.

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