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Alla Spezia al via un progetto di ricerca sul morbo di Alzheimer

E’ stato approvato dal Ministero della Salute un progetto di ricerca sull’Alzheimer promosso come capofila da ASL 5 in collaborazione con il CNR e l’Università di Napoli Federico II. Il progetto è stato presentato in sede di Comitato ristretto dei Sindaci alla presenza di Massimo Federici, Sindaco della Spezia,  Massimo Caleo, sindaco di Sarzana,  e Maurizio Moggia, sindaco di Levanto. Ad illustrarlo il direttore generale dell’ASL5 Gianfranco Conti, il Primario di Medicina Nucleare Dr. Andrea Ciarmiello e  il primario di neurologia Dr. Massimo Del Sette. Tale progetto aveva già ottenuto un importante riconoscimento a livello internazionale da parte di valutatori esterni non italiani .E’ stato inoltre considerato il miglior progetto in Liguria e tra i migliori in Italia. Team leader del progetto è il Primario di Medicina Nucleare Dr. Andrea Ciarmiello, affiancato dal primario di neurologia Dr. Massimo Del Sette. Si tratta di un progetto di durata biennale totalmente finanziato, reso possibile dalla presenza di strumenti medici e diagnostici avanzatissimi che, in Italia, sono presenti soltanto alla Spezia e a Milano. In particolare, la nuova PET che verrà a breve installata anche alla Spezia. Fondamentale è stata la presenza, alla Spezia, di una buona rete assistenziale che  favorisce la possibilità di fare una buona ricerca e sperimentazione cliniche. Da sottolineare due elementi: da una parte, l’originalità  del progetto, dall’altra il fatto che il nostro territorio, ad altissima incidenza di popolazione anziana, è un laboratorio per così dire privilegiato. Il progetto consiste  nella definizione di un protocollo di intervento che non si basa su un supporto farmacologico, ma su un nuovo approccio fondato sulla stimolazione cognitiva.  Si è infatti verificato che alcune aree del cervello, sottoposte a tale protocollo, dimostrano significativi miglioramenti. Sono al momento 20 i soggetti sottoposti a tale terapia. Grazie ai  finanziamenti, ora si potrà allargare il numero dei pazienti per avere ulteriori conferme rispetto alla validità del protocollo. Alla Spezia si torna dunque a fare ricerca medica e lo si fa ad altissimi livelli, per di più riguardo ad una patologia che, visto l’allungamento dei tempi di vita, diventerà una delle più diffuse nel mondo con costi sociali e economici altissimi. Spezia dunque oggi può concretamente ambire a diventare punto di riferimento a livello nazionale per una modalità di affrontare il deterioramento cognitivo dell’anziano che agisce nel senso di ritardare sempre più l’acuzie con, in prospettiva, evidenti risparmi anche sotto il profilo economico e sociale  e  con un importante  miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Ufficio Stampa Comune La Spezia

Redazione

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