Nel cuore del levante genovese, due pastori cecoslovacchi sono diventati il simbolo di una vicenda giudiziaria che ora approda in tribunale. La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per un uomo di 66 anni e per la sua ex compagna di 50, accusati di stalking condominiale ai danni di 13 vicini di casa, esasperati da una lunga serie di comportamenti ritenuti minacciosi e intimidatori.
Al centro delle denunce, oltre ai rapporti sempre più tesi tra gli inquilini, ci sono soprattutto gli animali della coppia: due cani di razza pastore cecoslovacco lasciati spesso liberi negli spazi comuni delle villette di un comune del levante ligure. Una presenza costante che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato nelle denunce dei condomini, avrebbe contribuito a creare un clima di paura e tensione crescente.
Secondo gli atti, l’uomo — che svolge la professione di veterinario — avrebbe rivolto ripetute minacce ai vicini, arrivando in più occasioni a pronunciare frasi come: “Ti faccio sbranare il gatto dal mio cane”, riferita a una residente del piano superiore. Un’espressione che, nel contesto delle denunce, assume un peso particolare proprio per il riferimento diretto agli animali domestici e al loro possibile uso come strumento di intimidazione.
I due pastori cecoslovacchi, cani noti per la loro energia e per una gestione che richiede controllo e addestramento costante, sono stati indicati dai condomini come una delle principali fonti di preoccupazione. La loro presenza libera negli spazi comuni avrebbe contribuito a limitare la normale vivibilità del condominio, tanto da portare — in base a quanto emerso — anche alla sospensione temporanea del servizio di consegna della posta da parte di Poste Italiane, ripristinato solo dopo l’installazione delle cassette esterne ai cancelli.
A rafforzare il quadro accusatorio ci sarebbero fotografie, video e registrazioni effettuate dagli stessi residenti con telefoni cellulari e sistemi di videosorveglianza privati, installati proprio per documentare i comportamenti ritenuti problematici. Materiale che, secondo quanto riferito, avrebbe immortalato più episodi di tensione all’interno delle aree comuni.
Tra questi, anche un episodio particolarmente grave: l’uomo sarebbe stato visto nel giardino condominiale completamente nudo, con un coltello in mano, mentre a distanza avrebbe minacciato un rider incaricato della consegna di pizze. Un comportamento che ha ulteriormente alimentato la preoccupazione dei residenti, già segnati da mesi di conflitti.
La situazione, secondo quanto emerge dagli atti, non si sarebbe limitata al rapporto tra i condomini, ma avrebbe coinvolto anche la sfera personale della coppia, con liti interne sfociate in un’inchiesta parallela per stalking, avviata a seguito della denuncia della donna nei confronti dell’ex compagno.
Il contesto descritto dai vicini restituisce l’immagine di un condominio progressivamente trasformato in un ambiente percepito come ostile, dove la presenza dei cani, le tensioni personali e le presunte minacce verbali avrebbero contribuito a creare una situazione di forte disagio collettivo.
Ora la vicenda si sposta in aula: il 22 giugno è fissata l’udienza preliminare davanti alla giudice Elisa Scorza, che dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Un passaggio decisivo per una storia che intreccia rapporti di vicinato, conflitti personali e il ruolo centrale — e controverso — degli animali domestici all’interno della vita condominiale.
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