La Solitudine delle parole
Vincenzo Calafiore
31 Luglio 2026
“ Ricorda, vale sempre lottare
per un sogno! Tu stai lottando? “
Vincenzo Calafiore
Il più delle volte penso che non ci sia più niente da fare, con questa Società malata di tumore, un tumore ormai con grandi metastasi ovunque.
Lo sconforto dura poco, poi mi riprendo, fino a calmarmi.
Mi viene quasi voglia di dire, eccomi, ci sono anche io …. sono sorpreso che lo sgomento e lo sconforto si siano attutiti e invece basta davvero poco, un dolore al petto dalle parti del cuore, un braccio informicolato che all’improvviso riappare lo spettro della morte. Torna come un prurito in un orecchio, fastidioso …. non credo più alla mia pace che ho cercato di difendere tenendola lontana e distante da questa società di idioti, so soltanto e lo sento in me come il grosso peso di una sconfitta, che sia stato montato, un teatrino delle assurdità, un mondo che può solo deludere.
Non devo fare di un’erba tutto un fascio, è vero ci sono cose buone, più che cose direi “ attimi buoni “ , ma sono solo attimi che non si fermano, non si sommano, hanno il vuoto attorno, si perdono nelle giornate stupide, vuote di emozioni, di senso. Non so che male sia, ma non so neppure come evolverà in futuro. Sento che qualcosa mi pesa addosso e questo qualcosa mi dice coseche conosco già, che sono escluso, tagliato fuori e che probabilmente noi come società umana , non ce la faremo a vivere e tenerci insieme serenamente e umanamente. Questa condizione la si può chiamare si in diversi modi. Io preferisco parlare di “ Solitudine delle parole” o di un brutto
“ Mutismo Sociale “ !
Viviamo dentro una bolla ciarlatana, un’agonia solitaria e silenziosa, dove le parole sono poco usate, e se usate non le si capiscono, non so se sono un tentativo di guarigione o un suo ulteriore approfondimento del mutismo. Ed è piuttosto penosa quella sensazione provata, che sia la guarigione che l’aggravamento di questo tumore sembra possono essere intercambiabili. In realtà è come se questa società si trovasse di fronte a un bivio formale quanto si vuole, come se la nostra stessa essenza fosse perduta, volatilizzata. Parlo dell’essenza della nostra vita, del vivere. In questo senso più che di una fine della nostra storia, si dovrebbe parlare di fine di una grande, bella idea di umanità e suo avvicendamento con un’altra che sarà una moltitudine di esseri viventi di cui provare vergogna della loro ignoranza, del non conoscere la bellezza, la gratitudine e l’umanità, la via che ci ha permessi di giungere fin qui, in questo baccanale ma senza poterci credere fino in fondo. Adesso o per il momento non c’è speranza ma neanche disperazione. C’è un declino, una specie di sommatoria di nuove destinazioni senza un certo destino. Questa specie di sfinimento non riguarda le nostre assurdità teoriche, (riguardano il contrasto tra la ragione umana e la realtà priva di senso, e si dividono in concetti chiave come l’assurdismo filosofico, la dimostrazione per assurdo e le teorie non classiche ), non arriva al culmine della religione, della filosofica o letteraria, arriva casualmente, quando si è impegnati nelle nostre attività umane come quella di camminare, d’innamorasi. Arriva e ci porta via senza curarsi della nostra noia, della nostra infelicità, della nostra solitudine. Ma la cosa strana è che in ogni cosa che riguarda l’umano, c’è un racconto di vita, in ogni vita c’è un morto che tramanda e un vivo che si arrabbatta a vivere, ed è strano che il morto abbia avuto ragione ad avere dei dubbi nel tramandare. Cosa fare per rimanere umani? Sono in molti ( sto esagerando, sono in pochi) e stanno lottando per vivere rimanendo umani, per non diventare umanoidi. E’ una battaglia anche per salvare l’amore. Purtroppo questo “ Tutto “ pazzesco, cinico,spregiudicato,rozzo, volgare, cinghiale è giunto a un bivio: da una parte c’è l’umanità e dall’altra il Mutismo Sociale. Di conseguenza: niente amore, niente umanità. Questo Mutismo Sociale ormai è una patologia definitiva, quella con cui smettiamo di essere umani. Non cambia nulla: semplicemente i vivi saranno sostituiti da umanoidi, i morti viventi!
Non accadrà, ma potrebbe accadere, per questo bisognerà lottare, resistere alle tentazioni del “ facile “ del “ possibile” del “ certo” senza dimenticare che ogni giorno siamo davanti a quel “ Bivio” e fare una scelta, scegliere da che parte stare. Dobbiamo sapere che c’è una dura battaglia tra il bene e il male e non sapremo come andrà a finire, quello che sappiamo ora, in questo momento: che un altro bellissimo sogno sta morendo: l’umanità! Diamo voce alle parole uscire da questa forma di invalidità di massa è possibile, è possibile uscire dalla solitudine. Lo sappiamo tutti che è possibile anche chi come i ciarlatani di corte, i luminari del pensiero nuovo, i maestri del disincanto che tentano e a volte ci riescono di spegnere le luci che si accendono ovunque, anche oltre gli orizzonti, e sono gli sconfitti che stanno tornando: Poesia e Cultura…. forse spegneranno per sempre quei monitor illuminati e sfavillanti che altro non fanno che allontanare e avvicinare al dirupo del non ritorno all’umanità!
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