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Bologna, con Spreaker dai voce alle tue idee nel mondo!

L’idea di Spreaker è nata da un gruppo di imprenditori bolognesi che ha creduto in un servizio web aperto a tutti, ricreando l’atmosfera delle radio libere di qualche decade addietro. Lo staff di Spreaker è formato da appassionati di nuove tecnologie, social media e di innovazione: Francesco Baschieri, attuale ceo nonché socio fondatore, Daniele Cremonini, altro imprenditore proveniente da una precedente esperienza di start up, Marco Pracucci e Rocco Zanni i due programmatori, Tonia Maffeo community manager e Laura Gramuglia responsabile editoriale e della comunicazione. Spreaker ad oggi è una piattaforma innovativa che permette di combinare l’esperienza d’uso della radio con l’interazione tipica di un social network: qualunque utente dopo aver effettuato la registrazione al sito www.spreaker.com può creare un programma radiofonico completo di parlato, mixando i brani musicali direttamente online attraverso una vera deejay console che riproduce in rete un fedele esempio delle console dei professionisti. Pochi semplici passi per creare programmi radiofonici ed assemblarli in palinsesti personalizzati che possono essere ascoltati sulla piattaforma di Spreaker, sui principali social network oppure essere inseriti direttamente sulle proprie pagine personali o sui blog. Spreaker si regge o meglio, si reggerà sugli introiti pubblicitari. Accanto a questi, poi, sono stati introdotti i servizi premium e platinum, interessanti proprio per quelle realtà che devono creare contenuti semi professionali sulla piattaforma. Spreaker guarda anche alle attività di promozione più legate ad un mondo corporate ed in questo senso è stata stretta una partnership esclusiva sul mercato italiano con Tailoradio, leader nella creazione di brand radio e radio instore. Ad oggi gli utenti registrati sono più di 100 mila. Nel complesso, sono oltre trecentomila ascoltatori mensili. Quasi l’ottanta per cento della base utenti, per ora, è italiana. C’è una buona risposta nei paesi latini: la Spagna, l’area latino-americana, il Brasile. Naturalmente, adesso al quartier generale di Bologna si aspettano che crescano i dati, in particolare quelli relativi agli ascoltatori. Le ambizioni del gruppo italiano sono internazionali. Soprattutto americane. “Da subito abbiamo guardato agli Stati Uniti come mercato, ancor più che come territorio dove andare a caccia di capitale economico. Gli Stati Uniti sono il mercato in cui Internet e la radio tirano di più” racconta al giornale Laura Gramuglia.

Redazione

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