Termoli, energia dagli scarti dello zucchero

Al Sud è rimasta l’unica azienda del settore rimasta ancora attiva dopo la riforma europea del comparto. Si tratta dello Zuccherificio di Termoli, in provincia di Campobasso. La fabbrica è diventata un punto di riferimento per centinaia di bieticoltori di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Campania. Un mercato che è in difficoltà a causa dei fondi pubblici sempre più limitati e con le quote ridotte su decisione dell’Ue. Ma ora potrebbe arrivare una vera e propria svolta per l’azienda molisana: la “biomassa”. Il termine indica tutti quei materiali di origine organica (vegetale o animale) utilizzati per la produzione di energia. E allo stabilimento di Termoli – a partire dal 2012 – l’energia si produrrà con le barbabietole. O meglio con gli scarti delle piante dalle quali è già stato estratto lo zucchero. La notizia è stata confermata dal Consiglio di amministrazione dello stesso Zuccherificio, che ha appena stretto un accordo di importanza nazionale con Iris Fund, la società di investimento a capitale variabile che è diventata un punto di riferimento per il mondo dell’eco-compatibile. L’intesa prevede la nascita di tre impianti a biogas all’interno dello stabilimento di Termoli, alimentati con sottoprodotti derivanti dalla produzione dello zucchero. “Ciò consentirtà di valorizzare la materia prima – ha spiegato Ciro Mongillo, amministratore delegato di True Energy Advisory – e assicurerà allo Zuccherificio la gestione diretta degli impianti”.

 

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