Biotina: fabbisogno quotidiano, eventuali effetti collaterali e controindicazioni

salute a tutte le oreSempre più italiani si interessano al proprio benessere quotidiano analizzando attentamente quali sono i fabbisogni quotidiani per l’organismo. Cresce la cultura del benessere, del vivere sano e della prevenzione.

Senza vitamine non potremmo vivere, sono indispensabili per il corretto funzionamento di tutti i nostri processi biologici. A differenza di altri nutrienti, come le proteine, i carboidrati o i grassi che bisogna assumere in grandi quantità e che vengono trasformati e bruciati dal nostro corpo, le vitamine funzionano come dei catalizzatori, favorendo molte reazioni fondamentali per il benessere e per la lotta alle malattie.

Il modo ideale per assumere tutte le vitamine che servono è la corretta alimentazione. Per farlo bisogna sapere quali sono le vitamine a disposizione, a cosa servono e in quali cibi puoi trovarne la maggiore quantità.

Fondamentale per la salute di pelle, capelli e non solo è la biotina, chiamata vitamina H o coenzima R. La lettera H deriva dal termine tedesco Haut, la pelle. Le manifestazioni della pelle, quali l’eritema squamoso, sono uno dei pochi sintomi di una mancanza di vitamina H.

La biotina: cos’è

La biotina è conosciuta comunemente come integratore alimentare da assumere in compresse, spesso in seguito a caduta di capelli o per la dermatite seborroica. Sono davvero numerose le sue proprietà benefiche, anche in relazione ad altre patologie, come ad esempio il diabete.

Svolge un ruolo prezioso nell’organismo in quanto protagonista del benessere della pelle ma anche di capelli ed unghie, del corretto funzionamento del metabolismo, del sistema nervoso e di quello digestivo. La biotina si assume con l’alimentazione in quanto presente in discrete quantità nel germe di grano, nei cereali e nel pane integrale, nei prodotti lattiero-caseari, nella frutta a guscio, in bietole, salmone e pollo.

In talune condizioni di salute, può però essere utile assumere integratori di biotina in compresse. Sono numerosi gli studi scientifici che ne hanno testato l’efficacia con diverse dosi in varie patologie.

La biotina ha un ruolo vitale nell’attività di numerosi enzimi

La biotina è fondamentale per il metabolismo degli acidi grassi e dei carboidrati che sono poi trasformati in energia, per la sintesi dei grassi e per l’eliminazione dei prodotti del catabolismo proteico.

Dove trovare la biotina

La biotina è presente nel latte, rosso d’uovo, fegato e lievito. Tracce di biotina si trovano anche in molti altri alimenti, in particolare in noci, fagioli, tuorlo d’uovo e cavolfiori. La maggioranza dei regimi alimentari contiene quantità sufficienti di biotina, la quale viene anche prodotta in quantità piuttosto elevate dai batteri intestinali.

La necessità di integrazioni è piuttosto rara. Ci sono casi in cui si possono avere sintomi di carenza in seguito ad un consumo prolungato ed eccessivo di bianchi d’uovo crudi come ad esempio nello zabaione, in quanto essi contengono l’avidina, una proteina che impedisce l’assorbimento intestinale della biotina.

L’uso prolungato di antibiotici e chemioterapici antibatterici può provocare tra gli effetti collaterali una carenza di biotina, in quanto questi farmaci sono in grado di distruggere i batteri che producono biotina. Se la dieta è equilibrata, non è necessario ricorrere a integrazioni.

Biotina: a cosa serve

La biotina in compresse si assume in determinate condizioni in cui può subentrare una carenza di tale nutriente. Ad esempio in gravidanza, in caso di malnutrizione o di rapida ed eccessiva perdita di peso o per trattare la caduta dei capelli, la fragilità delle unghie, la dermatite seborroica, il diabete ed in casi di depressione leggera. Diversi studi sono stati fatti sull’efficacia di questo integratore in relazione a varie patologie. I risultati sono stati positivi ma al momento non conclusivi e determinanti.

Prendiamo il caso del diabete di tipo 2. Studi preliminari suggeriscono che la biotina possa diminuire l’insulino-resistenza ed i sintomi neurologici correlati come la neuropatia periferica. In associazione con il cromo sembra che possa migliorare i livelli di zuccheri nel sangue. Nel suo complesso per parlare di effetto terapeutico comprovato sono necessari ulteriori studi scientifici.

Biotina: fa bene ai capelli?

La risposta è “sì” in base agli studi al momento condotti. Le carenze di biotina sono piuttosto rare ma, qualora intervengano, possono colpire pesantemente anche i capelli. È per questo che un’eventuale mancanza dovrebbe essere compensata, dato che la biotina è in grado di riequilibrare la produzione del sebo a livello cutaneo e del cuoio capelluto stesso. Usare la biotina può rappresentare anche uno strumento efficace nella prevenzione della calvizie e dei capelli grigi.

Quanta biotina si dovrebbe assumere ogni giorno?

La risposta alla domanda è legata all’età ed altri fattori come le condizioni di salute generali. Ad esempio per un neonato bastano 5 microgrammi al giorno, nell’adolescenza anche 20 mcg al dì, 25 mcg negli adulti e 30 mcg nelle donne incinte.

Tale fabbisogno quotidiano si assume con la normale dieta alimentare. A seconda dei casi un medico può prescrivere una dose maggiore. Per il diabete, ad esempio, uno studio scientifico ha utilizzato 2 milligrammi di biotina abbinato a 600 microgrammi di cromo. Per rinforzare unghie e capelli si assumono in genere da 1 a 3 mg al giorno di biotina.

Effetti collaterali e controindicazioni di biotina

Anche con un dosaggio molto alto, la biotina sembra essere abbastanza sicura. Si può sostenere che non esistono effetti collaterali e controindicazioni particolari. Non ci sono certezze al riguardo in assenza di studi specifici approfonditi anche e soprattutto sul lungo termine ed in gravidanza ed allattamento. Per tali motivi, prima di assumere massicce dosi di vitamina H o B8 è necessario parlarne con il proprio medico curante, specie se si assumono altri integratori o medicinali.

Può avere interazioni indesiderate abbinata all’uso di altri farmaci. Ad esempio la biotina può indebolire l’effetto di sostanze anti colesterolo. Di contro altri medicinali – come quelli per l’acne o gli antibiotici – possono abbassare i livelli di tale sostanza nel sangue.

Va precisato che quanto abbiamo riportato sono informazioni a carattere puramente divulgativo. Si tratta di considerazioni di natura generale. Ogni individuo ha una sua specificità. Bisogna sempre rivolgersi ad un professionista, una figura medica, che ci possa consigliare e seguire. Il parere medico è insostituibile.

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