Bergamo, da Cork nuovi scenari di indirizzo per le politiche rurali europee

Nuovi scenari di indirizzo per le politiche rurali europee, sono quelli che emergono dalle conclusioni della Conferenza di Cork 2016, battezzata 2.0. Si potrebbero determinare ripercussioni importanti e positive nei differenti contesti nazionali e locali. Lo rileva il presidente provinciale e nazionale di Confai, Leonardo Bolis, all’indomani dell’adozione della nuova Dichiarazione di Cork sullo sviluppo rurale, dal nome della città dell’Irlanda dove si svolse 20 anni fa lo storico congresso promosso dalla Commissione europea al fine di dare inizio ad una politica rurale che, in quell’epoca, rivoluzionò il concetto stesso di politica agricola.

Politica rurale una strategia prioritaria

“Se la grande novità del 1996 fu quella di dare finalmente uno status giuridico e politico alle misure per lo sviluppo delle zone rurali – ricorda Bolis -, dalla nuova Conferenza di Cork arriva un’indicazione che potremmo considerare altrettanto rivoluzionaria: trasformare la politica rurale in una strategia prioritaria rispetto alle singole politiche di comparto”.

“Gli attuali scenari competitivi richiedono l’abbandono dei vecchi schemi e richiedono misure di sviluppo rurale agili e parimenti indirizzate, senza inutili distinzioni burocratiche, a tutti gli attori che operano all’interno del settore primario, con una genuina disponibilità a confrontarsi con i mercati e a generare ricchezza per la società”.

In questa prospettiva – osserva l’organizzazione provinciale e nazionale dei contoterzisti agrari – non ha più senso definire complicati sistemi di regole per discriminare i diversi protagonisti del mondo rurale, quali piccoli agricoltori, imprese agricole, imprese agromeccaniche, imprenditori rurali e così via. Al contrario, sostiene l’associazione, si tratterà di tracciare, come dichiarato nel punto 9 della Dichiarazione finale, poche essenziali linee guida che possano contribuire ad un vero rilancio dei diversi sistemi territoriali.

Richiamo alla sussidiarietà

“A questo proposito – osserva Enzo Cattaneo, direttore di Confai Bergamo – è di estrema importanza l’esplicito richiamo alla sussidiarietà contenuto nel documento finale. Se applicato fino in fondo, tale principio potrebbe permettere a realtà come quella bergamasca e lombarda, di per sé dotate di grandi energie imprenditoriali, di investire capitali privati e fondi comunitari in concrete strategie di sviluppo. Nella nostra provincia il mondo agromeccanico sarebbe pronto a destinare ulteriori risorse all’innovazione in agricoltura, se solo potesse avere accesso agli attuali filoni di cofinanziamento comunitario”.

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