In caso di divorzio, a chi vanno i regali di matrimonio?

La legge stabilisce che i regali di nozze, fatti dagli invitati per il matrimonio, si spartiscono fra marito e moglie in caso di divorzio, a patto che il regalo in oggetto non fosse stato regalato esplicitamente ad un coniuge piuttosto che all’altro. Il dilemma, frequentemente posto all’attenzione di avvocati e giudici, è stato sollevato più volte nei tribunali e molto spesso non si è fatta sufficiente chiarezza. Il problema è però da affrontare perché sono sempre di più i matrimoni che durano poco e, specie quando il valore dei beni è elevato, anche di fronte all’amore non si guarda in faccia a nessuno. Succede addirittura che tali regali, definiti anche donazioni obnuziali, vista la breve durata delle nozze, non vengono neanche scartati.

In questo genere di situazione, il cosiddetto donatario (ovvero colui che riceve il bene) può essere: uno solo dei coniugi, entrambi i coniugi o persino i futuri figli. Il punto focale è però un altro: come si stabilisce la spartizione dei regali di matrimonio fra marito e moglie? A chi spetta cosa? I casi sono diversi.

  1. Nell’ipotesi in cui la donazione sia avvenuta dinanzi ad un notaio (atto pubblico), il regalo spetta ovviamente al donatario cha ha sottoscritto e firmato l’atto notarile; se è stato sottoscritto da entrambi i coniugi, spetta a tutti e due.
  2. Nel caso in cui il regalo venga consegnato a mano a marito e moglie, occorre differenziare fra il regalo consegnato per la futura famiglia (riguarda la maggior parte dei casi) oppure il regalo destinato singolarmente al marito o alla moglie (in questo caso resta di proprietà di uno solo).
  3. Se non si riesce a stabilire chi è il vero donatario, si procede alla divisione del bene.

Da sottolineare che c’è un ultimo caso, piuttosto raro, in cui chi dona il bene può far specificare nella donazione una postilla (legale) che prevede, in caso di separazione della coppia, che il bene (es. una casa) ritorni di sua proprietà. Tale clausola rientra nella cosiddetta condizione risolutiva.

Quando il bene è comune, ovvero il regalo è stato fatto a suo tempo ad entrambi, è di proprietà di marito e moglie (intesi come futura famiglia). Spetta a loro decidere come spartirlo. Le vie da percorrere, in questo caso, sono diverse:

  1. La strada più percorribile e facile da attuare (nonché la più comune) è la vendita del bene stesso, la quale porta ad un ricavo da dividere a metà.
  2. Si può decidere di assegnare il regalo ad uno solo dei coniugi, in cambio l’altro versa il restante 50% con soldi o bene di pari valore.
  3. Raccogliere o meglio radunare tutti i beni ricevuti per il matrimonio, dividerli in due gruppi ed estrarre a sorte uno dei gruppi che verrà assegnato all’uno e all’altro coniuge.

Falliti questi tentativi perché marito e moglie non riescono a mettersi d’accordo, si procede per le vie legali in tribunale, in cui sarà il giudice a prendere una decisione. Il più delle volte si decide di vendere e spartire il ricavato in denaro.

Fonte: Datanozze.it – matrimonio perfetto

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