Orchestra di Famiglia

La performance “Orchestra di famiglia” è l’esito di un percorso a carattere laboratoriale che la compagnia Muta Imago ha rivolto a giovani immigrati di seconda generazione, ai loro padri e alle loro madri. Viene rappresentata allo Spazio Diamante di Roma lunedì 04 luglio, nell’ambito dell’iniziativa “Percorsi Migranti”.

 

Il progetto parte da una domanda iniziale: che cosa è familiare? In una famiglia, cosa è familiare per la madre o il padre e cosa invece per la figlia o il figlio? Uno stesso gesto significa la stessa cosa per entrambi? Il mondo sonoro di riferimento è lo stesso? In che modo la cultura in cui si è cresciuti modifica quella di appartenenza? Come cambia lo sguardo e l’ascolto nel passaggio da un luogo a un altro?

 

Sul palco diverse coppie di figli e genitori metteranno a confronto i loro mondi sonori e gestuali di riferimento: di fronte a una serie di microfoni comporranno una partitura che parla di loro stessi e dei loro mondi di provenienza: evocheranno suoni che appartengono alla propria intimità e riprodurranno i gesti che utilizzano per entrare in relazione con il mondo; canteranno le ninne nanne della loro infanzia e le canzoni dell’adolescenza, si chiederanno che verso fa una gallina o che suono produce l’acqua di un fiume, faranno ascoltare le suonerie dei loro cellulari e a gesti ci diranno che “va tutto bene”.

 

L’esito avrà tutta la forma di una piccola orchestra, dove al posto degli strumenti, ci saranno frammenti di testi, canzoni, dialoghi, spezzoni di film, suoni legati alle vite di queste due generazioni, che pur appartenendo alla stessa famiglia, provengono da mondi incredibilmente lontani.

 

Il progetto Percorsi Migranti è organizzato da Emanuela Rea per Sala Umberto srl in partnership con Angela Cocozza per Associazione ALI Onlus / Termini Underground, Associazione Romà Onlus, StreetUnivercity di Berlino grazie al contributo del MiBACT nell’ambito dell’avviso pubblico MigrArti e il supporto dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro e dell’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche, Cultura, Intergenerazionali del Municipio Roma V. Una riflessione attorno al tema dell’identità culturale attraverso lo sguardo dei giovani immigrati di seconda generazione, nel loro rapporto da un lato con le culture di provenienza, dall’altro con il Paese in cui crescono. Sfida del progetto è fornire non solo strumenti, ma anche suggestioni, spunti di riflessione, confronti affinché i ragazzi, tra i 15 e i 26 anni, si esprimano nel dialogo interculturale e diano spazio all’innovazione che nasce dal rapporto con il contesto metropolitano multietnico. I giovani che frequentano gli spazi di Termini Underground alla Stazione Termini di Roma gestiti dall’Associazione ALI Onlus (che coinvolge la comunità asiatica, africana e sud americana) integrati a loro volta con i ragazzi rom dell’Associazione Romà Onlus sono stati i protagonisti di vari percorsi laboratoriali (danza, musica, scrittura, teatro ) che li vogliono autori di contenuti, elaboratori di senso, portatori di un nuovo e diverso concetto di società.

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