69° Ciclo di Spettacoli Classici, il cineasta britannico Greenaway in sopralluogo a Vicenza

È arrivato in città e già ha visitato il Teatro Olimpico, la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati, Monte Berico, il Palladio Museum, Palazzo Leoni Montanari, il tempio di Santa Corona e Villa La Rotonda. Il cineasta britannico Peter Greenway è infatti a Vicenza in sopralluogo per prendere spunto in vista del lavoro cui è stato invitato a presentare nell’ambito del prossimo Ciclo di Spettacoli Classici dal curatore artistico Franco Laera.

“L’idea è di fare qualcosa che a Vicenza ancora non è mai stata fatta – ha dichiarato al Teatro Olimpico, questa mattina, il vicesindaco e assessore alla crescita, Jacopo Bulgarini d’Elci, accompagnando Greenaway nel tour cittadino, assieme allo stesso Laera e al vicepresidente vicario dell’Accademia Olimpica, Cesare Galla -. Non musealizzare soltanto il patrimonio artistico della città, ma farlo vivere e portarlo a confronto con le voci più interessanti e creative del panorama culturale internazionale. Non a caso i primi due nomi svelati dal nuovo curatore artistico, Aleksandr Sokurov e Peter Greenaway, denotano un determinato invito alla città a ripensarsi e a valorizzarsi in un’ottica di dialogo e, perchè no, di conflitto tra classico e contemporaneo”.

“Rilevo con soddisfazione – ha dichiarato Franco Laera – la disponibilità da parte di molti artisti di visitare Vicenza e di instaurare un dialogo con essa. È del resto una città di soli 115 mila abitanti eppure di una straordinaria ricchezza dal punto di vista del patrimonio artistico, con un potenziale che va al di là di quanto sognassi. Quanto a Greenaway – ha aggiunto – ciò che balza all’occhio è la multidisciplinarietà, la capacità di spaziare fra i vari linguaggi contemporanei, con uno spiccato riferimento all’uso intelligente e creativo delle nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio classico e artistico che abbiamo a disposizione”.

“Anche l’Accademia Olimpica – ha aggiunto Cesare Galla – vede con grande interesse questo progetto e vuole essere partecipe di quello che può nascere da queste premesse volte a mettere in luce il nostro patrimonio classico”.

Greenaway, per la prima volta a Vicenza, ha precisato di non aver ancor nulla di specifico e di concreto già pronto, “perchè – come ha spiegato lui stesso questa mattina – prima c’è sempre il sogno, poi il progetto”. Ad ogni modo ha assicurato che il suo lavoro riguarderà l’uso di immagini, musica, arti figurative e performative, attraverso il suo know how nel produrre immagini in movimento, “quello che potrebbe essere chiamato il cinema del futuro, che passa attraverso il dialogo tra cinema e architettura”.

Greenaway, inoltre, ha anticipato che la sua attitudine lo porta a pensare che il Teatro Olimpico non è detto sarà l’unico spazio su cui si concentrerà il suo lavoro, dando ad intendere di essere interessato a coinvolgere anche la Basilica Palladiana, in linea peraltro con l’indicazione progettuale espressa fin dall’inizio dal curatore artistico Laera.

“La mia scommessa – ha spiegato infine Laera – è di mettere in relazione le diverse parti, i vari soggetti di una città: impresa non facile per chi la vive da dentro, non tanto per incapacità, ma perchè viene più facile a chi la osserva dall’esterno e quindi è in grado di provocare accostamenti, incontri e relazioni inedite. Mi sento un po’ come un allenatore di una squadra di calcio – ha esemplificato -, che non sta in campo, ma osserva da fuori: là ci sono i campioni, qui i monumenti, gli artisti, le istituzioni, che, solo giocando assieme, diventano patrimonio vivo, in grado anche di attrarre e influenzare le giovani generazioni, magari appunto attraverso l’uso delle nuove tecnologie”.

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