Vibo Valentia, Mimmo Contartese ha donato il suo libro a 57 alunni del Liceo Scientifico “G. Berto”

Essere docenti è “un mestiere difficile”. Ma per contrastare il degrado morale nelle istituzioni, è necessario dare un premio al merito. Questo il significato che ha voluto dare un ex insegnante, Mimmo Contartese, donando a 57 alunni del liceo Scientifico “G.Berto” di Vibo il suo libro.

Premiare il merito dei ragazzi. In un Paese come l’Italia, al 61esimo posto per corruzione nel mondo (penultima in Europa) e al 73esimo per libertà di stampa, e in cui i valori etici e morali sono stati rovesciati, Domenico Contartese, ex docente di Meccanica, consegnando a 57 alunni del Liceo scientifico “G. Berto”, il suo libro “Un mestiere difficile” ha voluto ristabilire un ordine etico-morale nel caos in cui sembrano vivere le nuove generazioni, disorientati dai modelli negativi che partono dai vertici delle istituzioni politiche. Una piccola goccia, dal forte valore simbolico, ma importante per richiamare l’attenzione sul ruolo fondamentale della scuola e dell’insegnamento.

La cerimonia di consegna del libro si è svolta nell’Aula Magna dell’Istituto “Berto” lunedì scorso. Un’occasione di dialogo e di confronto con gli studenti premiati, dalle prime alle classi terminali, su questioni cruciali che riguardano l’insegnamento, la formazione, la crescita e il futuro della nuove generazioni, ma anche quello della scuola e della società.

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La dirigente scolastica prof.ssa Teresa A. Goffredo, illustrando lo spirito dell’iniziativa da parte dell’ex docente, ha voluto mettere in luce in primo luogo il valore culturale e didattico dell’incontro, e poi ha invitato gli studenti a leggere il libro, per le tematiche che affronta e per i contenuti che esprime, osservando infine come l’immagine della copertina sia carica di significato, con l’orizzonte azzurro del cielo che si apre alle spalle degli alunni fotografati con al centro lo stesso docente, a simboleggiare il senso profondo dell’insegnamento: aprire nel futuro delle nuove generazioni orizzonti chiari e luminosi.

Nel suo intervento introduttivo, Contartese ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a testimoniare la sua esperienza di docente, scrivendo il libro (pubblicato nel 2001, in cui viene affrontato il rapporto docente/discente, ma anche si discute di politica, di filosofia, di religione, di amicizia, di amore); un mestiere difficile svolto con responsabilità e passione, in cui viene raccontata la crisi del ruolo dell’insegnante che si è man mano approfondita, come testimoniato dal dibattito che si è aperto in seguito ad un suo intervento che è stato pubblicato su “la Repubblica” il 14 gennaio 2001. Sono passati 15 anni e da allora le cose non sono cambiate, anzi peggiorate ha inoltre osservato, come dimostra la riforma sulla Buona scuola, in cui è messa al bando la libertà di insegnamento. L’ex insegnante si è poi soffermato anche sul problema che incombe sulle attuali istituzioni, perché è in pericolo la tenuta democratica del Paese, con l’attacco che è stato portato alla Costituzione, soprattutto alla luce della corruzione dilagata sia tra gli scranni del Parlamento che nelle amministrazioni regionali e locali. Per fare un paradosso sullo “stato di salute” delle nostre istituzioni, Contartese ha citato l’esempio tratto dal filosofo Platone ne “La repubblica” che, nella sua visione della politica, poneva al governo della polis ideale gli uomini migliori. Adesso accade il contrario, ha affermato in modo sarcastico: “Per ambire ad avere un posto nel Parlamento o addirittura nel Consiglio dei ministri, è necessario essere inquisiti e corrotti, e per diventare riformatori della Costituzione avere sei capi di imputazione come l’attuale senatore Dennis Verdini”. In altre parole, ha sottolineato ironicamente Contartese, “i capi di imputazione nel nostro Paese sono titoli di meirto”. Per tali motivi ha invitato gli studenti a studiare con responsabilità per il bene collettivo e a seguire la strada del merito per diventare cittadini onesti e responsabili e a diventare “guardiani della libertà”; inoltre ad essere sempre informati perché la conoscenza è fondamentale sia per propria formazione professionale e culturale e sia per combattere l’inquinamento mediatico; solo così si acquisisce una coscienza etica e un giudizio critico libero sui fatti che accadono, rispetto a come vengono propagandati sui mass media, molto spesso asserviti ai poteri corrotti.

Interessante e significativo il dibattito che è scaturito con gli studenti. Un dialogo spontaneo su temi sensibili come il ruolo dell’insegnante, le valutazioni del merito, il ruolo dei mezzi di comunicazione, la sfida della tecnologia, l’uso e l’abuso del telefonino in classe, la responsabilità e l’impegno verso i valori etico-civili, che cosa si può fare per migliorare la scuola e la società. Tante le domande che gli studenti hanno posto con grande interesse e partecipazione, dimostrando capacità di riflessione e sensibilità sui problemi che investono la scuola, la società e il loro mondo.

Sull’incontro si sono cimentati anche i ragazzi che stanno portando avanti il progetto di alternanza Scuola/Lavoro con i giornalisti Maurizio Bonanno e Patrizia Venturino, realizzando anche delle riprese e interviste video. Inoltre a riprendere i momenti dell’incontro il filmaker Matteo Aragona (ex allievo di Contartese all’Itis “Fermi” di Vibo) che ha realizzato un videoclip.

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