Petizione per la realizzazione di un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro

L’Aned, Associazione nazionale emodializzati – Dialisi e Trapianto, ha lanciato una petizione per la realizzazione di un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro.

Sabato prossimo 30 aprile, a Potenza in Piazza M. Pagano dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,00, l’associazione allestirà un gazebo e un punto di incontro per spiegare ai cittadini ciò che sta accadendo nel materano e raccogliere il loro consenso. Domenica prossima 8 maggio sarà presente a Matera in Piazza V. Veneto negli stessi orari.

“Due società private – afferma l’Aned – hanno ottenuto il parere favorevole dall’azienda sanitaria di Matera e dalla Regione Basilicata ad aprire due centri dialisi privati nel raggio di 20 km., uno all’esterno dell’ospedale di Tinchi, l’altro nel Comune di Policoro. Invece, la richiesta di aprire un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro, sostenuta dalle firme di tanti dializzati lucani, non è stata accolta.

Rivolgiamo un appello alle donne e agli uomini che hanno a cuore le sorti del Servizio Sanitario Pubblico; a tutto il personale sanitario ospedaliero e ai medici di famiglia che spesso incontrano e assistono nei loro ambulatori le persone affette da malattie renali, dializzati e trapiantati; agli studenti, ai quali vogliamo far comprendere i problemi dei malati nefropatici; ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali che convivono da lungo tempo tra difficoltà economiche e contrazione dei diritti; alle associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nell’aiutare le persone in stato di bisogno”.

“La presa in carico del paziente nefropatico, la diagnosi precoce, l’individuazione dei soggetti a rischio, l’allontanamento nel tempo dell’insorgenza della malattia, la domiciliarizzazione del paziente, la promozione di piani di trattamento specifico ed individualizzati, il registro regionale dei nefropatici a partire dallo stadio III dell’insufficienza renale, la rete nefrologica, l’aumento del numero di trapianti, sono attività – aggiunge l’Aned – che possono essere garantite solo da strutture pubbliche capaci ed efficienti.

L’interesse prevalente del gestore privato invece è la crescita del fatturato e del profitto e la mera terapia dialitica, non certamente la prevenzione

La prevenzione delle malattie renali non è un aspetto secondario. Per questo ANED tutti i giorni ci “mette la faccia” in difesa del servizio pubblico: la dialisi come ogni intervento di cura diretto al paziente, deve rimanere una competenza strategica, per garantire la salute di tutti, evitare l’ingresso in dialisi e ogni forma di speculazione e di sperpero delle risorse che appartengono a tutti i cittadini”.

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