Milano, oltre 300 immobili restituiti alla città

Più di 300 spazi comunali restituiti alla città, per un totale di oltre 22mila mq assegnati a progetti sociali, culturali o imprenditoriali e circa 7,5 milioni di euro di risorse private mobilitate negli ultimi 3 anni. Sono questi i numeri presentati dall’assessore alla Casa e al Demanio Daniela Benelli nel corso del convegno “Cambiare la città. Idee che trasformano”, tenutosi a Palazzo Reale.

“Il lavoro portato avanti in questi anni – ha spiegato  l’assessore alla Casa e Demanio Daniela Benelli – ci ha consentito di assegnare spazi  soprattutto nei luoghi periferici della città, che spesso risultano meno appetibili dal punto di vista commerciale ma possono rappresentare comunque una risorsa per la vita sociale dei quartieri. Decine di locali prima vuoti e inutilizzati sono diventati spazi dove avviare progetti d’impresa, fare volontariato, realizzare cultura e inclusione sociale. E andremo avanti proprio nei quartieri popolari. Grazie al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane dell’Unione Europea avremo a disposizione nuove risorse per le periferie e destineremo 1 milione e mezzo di euro alla rigenerazione degli spazi periferici ai piedi dei caseggiati Erp, che possono rappresentare poli di incontro e socialità”.

L’incontro, a cui hanno preso parte anche Patrizia Gabellini, l’assessore all’Urbanistica, Città storica e Ambiente del Comune di Bologna e Ilda Curti, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Torino, è stato l’occasione per presentare alla città i risultati raggiunti dall’Amministrazione comunale in tema di assegnazione di spazi pubblici per favorire progetti di riqualificazione urbana.

GLI SPAZI – Dalla Santeria di viale Toscana, al riutilizzo dell’immobile di via Marsala per vari progetti (Casa delle donne, Casa delle associazioni, Unicef) , dalla Piazzetta dell’incontro di via Alex Visconti al progetto Emergency di via Santa Croce, sono oltre 300 gli spazi assegnati grazie ai nuovi criteri varati dalla Giunta nel 2012. Una nuova politica del Demanio che ha messo al centro i progetti, ha reso più flessibili i requisiti di partecipazione ai bandi e ha abbassato i canoni, fino alla gratuità, in caso di spazi molto degradati.

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