Diabete come malattia sociale

Giornata interregionale Fand (Federazione associazione nazionale diabetici), dal piano nazionale diabete ai piani di cura della persona, presso l’auditorium “G. Moscato” del presidio ospedaliero di Matera, venerdì 20 e sabato 21 novembre 2015, a partire dalle ore 15 di venerdì e da sabato mattina.

Dopo il saluto delle autorità il presidente regionale Fand, Antonio Papaleo, parlerà del diabete come malattia sociale. Seguiranno gli interventi di numerosi e qualificati specialisti del settore e quelli della senatrice E. Baio sulle scelte innovative della legislazione, del sottosegretario al ministero della Salute, Vito De Filippo, sul piano nazionale sulla malattia diabetica in Basilicata, del presidente della regione Basilicata Marcello Pittella sul Pnd in Basilicata, mentre le conclusioni sono state affidate ai direttori regionali delle aziende sanitarie: Rocco Maglietta per l’ospedale San Carlo, G.B. Bochicchio per l’Asp, Pietro Quinto per l’Asm e Giuseppe Cugno per il Crob di Rionero.

Sabato 20 sulla legge 15 e sul piano nazionale sulla malattia diabetica interverranno i rappresentanti delle associazioni, al termine si terrà una tavola rotonda sul tema: alla sanità conviene curare il diabete?.

Secondo gli ultimi dati Istat in Italia circa 3 milioni di persone dichiarano di essere affette dal diabete, quasi il 5% della popolazione. Il diabete è più diffuso nelle classi più svantaggiate laddove i fattori di rischio, quali obesità e inattività fisica, sono più comuni. Valori superiori alla media si registrano al Sud, dove risiedono 900 mila diabetici, contro 650 mila al Nord-ovest, 600 mila al Centro, 450 mila al Nord-est e circa 350 mila nelle Isole. La diffusione (prevalenza) del diabete aumenta al crescere dell’età: oltre i 75 anni almeno una persona su cinque ne è affetta. Su 100 diabetici 80 hanno più di 65 anni e 40 più di 75. Sotto i 74 anni il diabete è più diffuso tra gli uomini. Negli ultimi dieci anni si contano 800 mila diabetici in più a causa dell’invecchiamento della popolazione e di una maggiore diffusione della malattia.

Condividi su:Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone