Christine Lagarde lascia la BCE: dimissioni il 7 febbraio 2027, ecco i possibili successori

Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, con circa otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, prevista per ottobre dello stesso anno. L’annuncio è arrivato il 29 ottobre 2026, aprendo ufficialmente la partita per la successione alla guida dell’istituzione che determina la politica monetaria dell’Eurozona.

«Ho appena informato i miei colleghi che mi dimetterò come presidente della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027», ha dichiarato Lagarde, ringraziando quanti l’hanno sostenuta durante i suoi sette anni alla guida della BCE.

La decisione arriva in una fase delicata per l’economia europea, alle prese con le incertezze sulla crescita, le pressioni sui prezzi dell’energia e le conseguenze delle precedenti strette monetarie. La partenza anticipata della presidente consentirà ai governi europei di individuare il successore prima della scadenza originaria del mandato.

Chi può sostituire Christine Lagarde

Tra i nomi indicati nelle indiscrezioni sulla successione figurano soprattutto Pablo Hernández de Cos, ex governatore della Banca di Spagna e attuale direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, e Klaas Knot, che ha guidato la banca centrale olandese fino al 2025.

Hernández de Cos porta in dote una lunga esperienza nella politica monetaria e nella vigilanza bancaria. Knot è invece associato a un approccio particolarmente attento al controllo dell’inflazione. Tra i possibili candidati alternativi viene citato anche Joachim Nagel, presidente della Bundesbank tedesca.

Al momento non è stato ufficializzato alcun successore. La scelta dipenderà dai negoziati tra i governi europei e dagli equilibri tra i principali Paesi dell’Eurozona.

Le conseguenze per tassi, mutui e mercati finanziari

L’uscita di Lagarde non significa automaticamente che la BCE modificherà la propria politica monetaria. Le decisioni sui tassi d’interesse vengono adottate dal Consiglio direttivo, composto dai membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dell’area euro.

Il nuovo presidente avrà tuttavia un ruolo determinante nel definire l’indirizzo del dibattito, nel costruire il consenso e nel comunicare le decisioni ai mercati. Per famiglie e imprese, l’evoluzione dei tassi continuerà a influenzare il costo dei mutui, dei finanziamenti e del credito.

Anche i mercati obbligazionari seguiranno con attenzione la transizione. Per l’Italia, eventuali variazioni dei rendimenti dei titoli di Stato potrebbero incidere nel tempo sul costo del debito pubblico e sulle condizioni generali di finanziamento dell’economia. Non è però possibile prevedere un aumento o una diminuzione dello spread sulla sola base delle dimissioni.

Un altro fattore decisivo sarà l’andamento dell’inflazione. Eventuali nuovi rincari energetici potrebbero rendere più complesso il compito della futura presidenza, imponendo un equilibrio tra la necessità di contenere i prezzi e quella di non penalizzare ulteriormente la crescita.

La partita politica per la successione

La nomina del nuovo presidente della BCE rappresenta anche un passaggio politico rilevante. I governi dovranno trovare un accordo su una figura capace di raccogliere il sostegno necessario a livello europeo, tenendo conto degli equilibri geografici e istituzionali.

Il presidente viene nominato dal Consiglio europeo, sulla base di una raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea, dopo le consultazioni previste con il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della BCE. Il mandato dura otto anni e non è rinnovabile.

La tempistica della successione assume inoltre un significato particolare perché precede le elezioni presidenziali francesi della primavera 2027. Questo elemento rende il calendario politicamente sensibile, senza dimostrare che sia stato il motivo determinante della decisione di Lagarde.

Dopo sette anni segnati dalla pandemia, dalla crisi energetica e dalla lotta all’inflazione, la presidente si prepara dunque a lasciare Francoforte. La sua successione sarà uno dei passaggi più importanti per il futuro della politica monetaria europea, con conseguenze da valutare soprattutto alla luce delle scelte che verranno adottate dal nuovo vertice e dal Consiglio direttivo.