Ignazio La Russa a Michela Ponzani: «Pretendo le scuse». Il presidente del Senato valuta le vie legali
Ignazio La Russa è pronto a rinunciare alle iniziative legali nei confronti della storica Michela Ponzani, a condizione che arrivino immediatamente le scuse. È quanto afferma il presidente del Senato in una dichiarazione pubblicata sui suoi canali social, nella quale contesta ricostruzioni che considera gravemente lesive della propria onorabilità.
«Sono pronto a rinunciare ad adire le vie legali qualora la signora Michela Ponzani chiedesse immediatamente scusa», scrive La Russa, precisando che la stessa disponibilità riguarda anche altre persone per le quali sarebbero state avviate verifiche in relazione a dichiarazioni pronunciate o pubblicate sul suo conto.
Nel suo intervento, il presidente del Senato sostiene di aver presentato una querela in tutta la sua vita in una sola occasione, spiegando di averlo fatto per difendere la memoria del padre, che sarebbe stata offesa a oltre dieci anni dalla sua scomparsa.
Questa volta, invece, al centro della contestazione ci sarebbe una ricostruzione di fatti risalenti a più di cinquant’anni fa, che La Russa definisce una «fake news». Secondo la sua versione, quei fatti sarebbero stati travisati e utilizzati strumentalmente nel dibattito pubblico attuale.
Il presidente del Senato collega esplicitamente la vicenda alle polemiche sulle violenze avvenute sabato 17 ottobre. La Russa ritiene che le contestazioni nei suoi confronti siano state impiegate nel tentativo di impedirgli di condannare quegli episodi senza ambiguità.
La sua posizione è netta: chiede scuse immediate e lascia aperta la possibilità di non procedere per vie legali qualora la richiesta venga accolta.
La vicenda apre un nuovo fronte di confronto pubblico tra il presidente del Senato e quanti hanno commentato episodi legati al suo passato. Per ricostruire compiutamente la controversia sarà importante conoscere anche le dichiarazioni contestate, il contesto nel quale sono state pronunciate e l’eventuale replica di Michela Ponzani.
Al momento, sulla base del testo diffuso da La Russa, le accuse e la ricostruzione dei fatti restano attribuite al presidente del Senato. Eventuali responsabilità dovranno essere valutate sulla base degli elementi disponibili e delle posizioni delle persone coinvolte.
