Autotrasportatori in Campania, gomme tagliate e camionisti costretti a fermarsi: scattano le denunce
Il Ministero dell’Interno ha avviato controlli su vasta scala per identificare i responsabili dei presidi stradali che ostacolano la circolazione, soprattutto in Campania. Secondo i dati riportati, sono state identificate 1.339 persone, 71 sono state denunciate e 242 sanzionate sul piano amministrativo.
Camionisti bloccati contro la loro volontà
Dalle province di Caserta e Napoli arrivano segnalazioni di pneumatici tagliati e copertoni collocati al centro della carreggiata per impedire il passaggio dei tir. A Teano, nei pressi del casello autostradale dell’A1 interessato dalla protesta, un autista di un’azienda veneta di mobili avrebbe riferito di essere fermo da tre giorni in un autogrill.
Non si tratta soltanto di disagi alla circolazione: le denunce descrivono situazioni in cui autotrasportatori intenzionati a lavorare sarebbero costretti a restare fermi da altri manifestanti. Episodi che, se accertati, pongono una questione di libertà di movimento, sicurezza e rispetto della legge.
Il governo prepara un decreto
Intanto, il governo ha convocato un Consiglio dei ministri per giovedì 22 ottobre, con l’obiettivo di approvare un decreto legge che riunisca le misure di sostegno all’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inoltre coinvolto prefetti e questori delle province interessate per rafforzare i controlli e verificare anche eventuali infiltrazioni criminali.
Secondo quanto riferito, nel Casertano si procede verso la rimozione dei presidi, mentre il Viminale ha disposto scorte per numerosi mezzi di trasporto, con circa 500 camion coinvolti in Campania, per consentire il regolare svolgimento delle attività di carico e scarico.
Blocchi in ritirata, ma restano i danni alle imprese
In Campania, Calabria e Sicilia si registrano segnali di distensione. Alcuni presidi a Caserta e Salerno sono stati liberati, mentre Fedralog ha annunciato la sospensione del fermo in Calabria. Anche gli autotrasportatori siciliani hanno deciso di sospendere i blocchi dopo un incontro in Prefettura a Catania.
Le conseguenze economiche, tuttavia, sono pesanti. L’azienda calabrese Gias, guidata da Gloria Tenuta, ha annunciato lo stop delle linee produttive per la mancanza di materie prime, con possibili ripercussioni su 200-300 lavoratori su un totale di 400 dipendenti.
La protesta nasce dalle rivendicazioni della categoria, ma le segnalazioni di intimidazioni e danneggiamenti aprono un fronte distinto: manifestare per ottenere risposte non significa poter impedire ad altri lavoratori di circolare o costringerli a interrompere la propria attività.
