Matteo Renzi: «Chi colpisce i Carabinieri è un delinquente, non un rivoluzionario»
«Chi devasta e colpisce i Carabinieri non è un giovane rivoluzionario ma un delinquente», scrive Renzi, distinguendo la protesta civile dagli episodi di violenza. Per l’ex presidente del Consiglio, manifestare contro il caro vita è un diritto, mentre aggredire un agente fino a mandarlo in ospedale rappresenta un comportamento che non può essere giustificato come forma di dissenso politico.
Nel suo intervento, Renzi richiama anche quanto accaduto a Milano, citando il lancio di bombe carta in piazza del Duomo. «Chi butta bombe carte in piazza del Duomo a Milano non è contro il Governo: è contro le Istituzioni», afferma.
Il messaggio si conclude con una presa di posizione esplicita: «Noi sappiamo benissimo da che parte stare: contro i violenti, ora e sempre».
La dichiarazione del leader di Italia Viva si inserisce nel dibattito sul rapporto tra diritto di manifestazione, tensioni sociali e tutela dell’ordine pubblico. Il punto centrale del suo intervento è la distinzione tra la legittima espressione del dissenso, anche contro il costo della vita e le scelte del Governo, e gli atti violenti che coinvolgono le forze dell’ordine e danneggiano gli spazi pubblici.
Le parole di Renzi sono una condanna politica degli episodi citati e un richiamo alla responsabilità di chi scende in piazza. Per il leader di Italia Viva, la protesta non può diventare un pretesto per colpire gli agenti o attaccare le istituzioni.
Le violenze a Milano sono state documentate dalle cronache del 17 ottobre 2026: durante la manifestazione contro il caro vita, gruppi di partecipanti hanno lanciato oggetti e bombe carta contro le forze dell’ordine e un’auto dei Carabinieri è stata gravemente danneggiata.
