Francia, attacco hacker a oltre 350 supermercati: frigoriferi portati a 50 gradi e tonnellate di cibo da buttare

Un attacco informatico ha colpito centinaia di supermercati in Francia, compromettendo i sistemi di refrigerazione e provocando ingenti perdite di prodotti freschi e surgelati. Nel mirino Intermarché, Netto, Coopérative U, Carrefour e Monoprix. Le autorità indagano, mentre emergono nuove vulnerabilità nei dispositivi collegati a Internet.

Un attacco hacker su larga scala ha preso di mira i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi, alterando da remoto le temperature di frigoriferi e congelatori e provocando il deterioramento di importanti quantità di alimenti. L’episodio, verificatosi tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre, ha interessato alcune delle principali catene della grande distribuzione ed è ora al centro di un’indagine giudiziaria.

Secondo quanto riferito da Reuters il 13 ottobre, almeno 350 supermercati sarebbero stati coinvolti. Le conseguenze sono state particolarmente pesanti per i punti vendita che hanno dovuto eliminare carne, latticini, prodotti freschi e surgelati non più conservabili in condizioni di sicurezza.

Le catene coinvolte e le dimensioni dell’attacco

Tra gli operatori interessati figurano Intermarché, Netto, Coopérative U, Carrefour e Monoprix. Sono state segnalate inoltre possibili ripercussioni su alcuni punti vendita E.Leclerc.

Le prime ricostruzioni forniscono numeri differenti a seconda delle catene e della fase degli accertamenti. Intermarché e Netto hanno segnalato problemi in centinaia di negozi complessivamente, mentre Coopérative U ha riferito di quasi cento punti vendita coinvolti. Carrefour ha comunicato che sono stati colpiti circa 80 supermercati. Monoprix ha indicato un’incidenza pari a circa il 5% dei suoi 490 punti vendita francesi.

Il numero complessivo delle strutture interessate è ancora oggetto di verifica. Le cifre diffuse nelle prime ore dell’emergenza potrebbero quindi essere aggiornate con il progredire delle indagini.

Frigoriferi portati fino a 50 gradi

L’aspetto più preoccupante dell’attacco riguarda la modalità con cui sono stati compromessi gli impianti. Gli aggressori sarebbero riusciti a intervenire da remoto sui sistemi elettronici che regolano il funzionamento dei frigoriferi e dei congelatori, modificando i parametri di temperatura e attivando cicli di sbrinamento forzato.

In alcuni casi, le temperature sarebbero salite fino a circa 50 gradi Celsius, rendendo inutilizzabili le scorte alimentari conservate negli impianti interessati.

Le conseguenze non si sono limitate allo spreco di cibo. Le autorità francesi hanno riferito anche di episodi di incendio collegati all’incidente, mentre in diversi supermercati il personale è stato costretto a rimuovere grandi quantità di merce deteriorata.

Le immagini provenienti da alcuni punti vendita parigini hanno mostrato scatole di alimenti scongelati e prodotti avariati depositati nei cassonetti. Per evitare rischi sanitari, gli alimenti che non garantivano più adeguate condizioni di conservazione sono stati destinati allo smaltimento.

Il possibile punto debole: i sistemi di controllo collegati a Internet

Le indagini si concentrano sulle tecnologie utilizzate per gestire gli impianti frigoriferi. Questi sistemi consentono di controllare a distanza le temperature e il funzionamento delle attrezzature, facilitando la manutenzione e il monitoraggio di interi supermercati.

Proprio la possibilità di accedere da remoto potrebbe aver rappresentato un punto debole quando i dispositivi non erano adeguatamente protetti o utilizzavano software non aggiornati.

Tra i produttori citati nelle ricostruzioni figura la danese Danfoss. L’azienda ha dichiarato che alcuni sistemi coinvolti utilizzavano firmware obsoleto oppure avevano raggiunto la fine del ciclo di vita, senza più ricevere aggiornamenti software e di sicurezza.

Anche Copeland, società proprietaria del marchio Dixell, ha riconosciuto l’esistenza di una vulnerabilità e ha riferito di essere al lavoro con i clienti interessati per ridurre i rischi.

La vicenda solleva una questione che va oltre la sicurezza informatica tradizionale: un dispositivo connesso alla rete non serve necessariamente a conservare dati o gestire pagamenti. Può controllare anche infrastrutture fisiche dalle quali dipendono la conservazione degli alimenti e la continuità delle attività commerciali.

L’inchiesta della procura di Parigi

La procura di Parigi ha aperto un’indagine per ricostruire la portata dell’attacco, individuare i soggetti colpiti e verificare il collegamento tra le intrusioni informatiche, le perdite alimentari e gli incendi segnalati.

Il governo francese ha inoltre incaricato l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informativi, l’ANSSI, di seguire gli accertamenti e contribuire alla valutazione delle vulnerabilità.

Al 14 ottobre non risulta una rivendicazione pubblica dell’attacco né una richiesta di riscatto attribuita ai responsabili. Non è quindi possibile stabilire se l’operazione sia stata condotta per ottenere un guadagno economico, per sabotaggio o per altre finalità. Non ci sono elementi sufficienti per attribuirla a uno Stato o a una specifica organizzazione criminale.

Il rischio supera i confini francesi?

La vicenda ha acceso l’attenzione sulla sicurezza dei sistemi industriali connessi utilizzati nella distribuzione alimentare. Secondo esperti citati dalla stampa internazionale, episodi analoghi o problemi collegati a impianti frigoriferi sono stati segnalati anche fuori dalla Francia. Il collegamento tra tutti questi eventi, tuttavia, non è stato dimostrato in modo definitivo.

Reuters ha inoltre riferito di aver individuato migliaia di interfacce Danfoss ancora accessibili tramite Internet. Questo dato non significa che tutti i dispositivi siano vulnerabili o compromessi, ma evidenzia l’importanza di verificare le configurazioni, limitare gli accessi remoti e installare gli aggiornamenti di sicurezza disponibili.

Un ulteriore elemento emerso il 13 ottobre riguarda sistemi di refrigerazione basati sulla tecnologia Dixell, anch’essi presi di mira in alcuni punti vendita francesi. Secondo Le Monde, in almeno un caso un supermercato ha dovuto eliminare le scorte refrigerate. Anche su questi episodi sono in corso verifiche e non è ancora possibile attribuire con certezza tutte le operazioni agli stessi responsabili.

Perdite economiche e spreco alimentare

L’impatto finanziario complessivo non è stato ancora quantificato con precisione. Thierry Cotillard, amministratore delegato di Intermarché, ha dichiarato alla televisione francese BFM TV che le perdite potrebbero raggiungere decine di milioni di euro a livello nazionale in una sola giornata.

Si tratta di una stima riferita alle conseguenze dell’attacco, non di un bilancio definitivo certificato. Ai costi della merce distrutta potrebbero aggiungersi le spese per ripristinare i sistemi, verificare gli impianti e rafforzare le protezioni informatiche.

La vicenda potrebbe inoltre aprire controversie assicurative, perché non tutte le polizze commerciali coprono necessariamente danni di questo tipo.

L’attacco ai supermercati francesi dimostra come una vulnerabilità informatica possa trasformarsi rapidamente in un problema concreto per le attività economiche e per la sicurezza degli alimenti. Le indagini dovranno ora chiarire chi abbia agito, quali sistemi siano stati effettivamente compromessi e se esista un rischio residuo per gli impianti ancora esposti.