Musk si schiera con Trump contro Zelensky: Starlink può diventare l’arma decisiva nella guerra in Ucraina?

Elon Musk attacca Volodymyr Zelensky e si allinea alla nuova offensiva politica di Donald Trump contro il presidente ucraino. Ma dietro lo scontro verbale si nasconde una questione molto più concreta: il ruolo strategico di Starlink, la rete satellitare di SpaceX che garantisce collegamenti internet anche alle forze armate di Kiev. Musk potrebbe interrompere il servizio in Ucraina? E quali sarebbero le conseguenze sul campo di battaglia?

La tensione tra Washington e Kiev si è ulteriormente aggravata l’11 ottobre 2026, dopo che Trump è tornato a mettere in discussione la permanenza di Zelensky alla guida dell’Ucraina. Il presidente americano ha sostenuto che il Paese dovrebbe scegliere un nuovo leader, accusando quello attuale di non aver raggiunto un accordo per porre fine alla guerra con la Russia.

Musk ha reagito pubblicamente su X, commentando un video diffuso dall’account ufficiale della Casa Bianca con parole inequivocabili: «Zelensky è andato troppo oltre». La dichiarazione è stata riportata l’11 ottobre da RBC-Ukraine. Non si tratta, dunque, soltanto di una critica isolata, ma di un intervento che rafforza politicamente la posizione di Trump nel confronto con Kiev.

Starlink, il vero potere di Elon Musk

Per comprendere la portata della vicenda bisogna guardare oltre le dichiarazioni politiche. SpaceX, l’azienda aerospaziale di Musk, gestisce Starlink, una costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa che fornisce connessioni internet in numerosi Paesi.

Dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, nel febbraio 2022, Starlink ha assunto un ruolo importante in Ucraina. La rete viene utilizzata per comunicazioni civili, collegamenti nelle aree danneggiate dai bombardamenti e connessioni militari. La sua disponibilità può quindi influire sulle comunicazioni, sul coordinamento e sulla capacità operativa delle unità che ne dipendono.

La questione è delicata perché una parte dell’infrastruttura è gestita da un’impresa privata statunitense. In un conflitto nel quale le comunicazioni possono fare la differenza, le decisioni di un operatore tecnologico possono avere conseguenze che vanno ben oltre il mercato.

Non è una possibilità puramente teorica. Nel settembre 2023, le polemiche sull’utilizzo di Starlink per un’operazione ucraina contro obiettivi russi avevano già portato alla luce i limiti imposti dall’azienda all’impiego della rete. Più recentemente, nel 2026, SpaceX e le autorità ucraine hanno collaborato per introdurre un sistema di autorizzazione dei terminali, con l’obiettivo di impedire l’accesso ai dispositivi non verificati e contrastare l’impiego della tecnologia da parte delle forze russe.

Musk potrebbe spegnere i satelliti?

La risposta è sì, ma soltanto se si distingue tra lo spegnimento fisico dei satelliti e la sospensione del servizio.

Musk non può semplicemente premere un pulsante e far scomparire dalla loro orbita migliaia di satelliti. Questi veicoli spaziali continuerebbero a orbitare intorno alla Terra anche in caso di interruzione delle comunicazioni con gli utenti.

Diverso è il discorso relativo alla rete commerciale. SpaceX dispone di strumenti tecnici che consentono di gestire l’accesso al servizio, autorizzare o disabilitare terminali e applicare restrizioni geografiche. In determinate circostanze, queste misure possono impedire a specifici dispositivi o utenti di collegarsi alla rete.

La distinzione è fondamentale: interrompere Starlink in Ucraina non significherebbe spegnere tutti i satelliti, ma potrebbe privare determinati utenti di una risorsa essenziale per le comunicazioni.

Le restrizioni, tuttavia, non sono necessariamente una decisione personale e illimitata di Musk. Contano anche le procedure aziendali, gli accordi con le autorità ucraine, le condizioni contrattuali e le misure di sicurezza applicate alla rete.

Il sistema di verifica introdotto nel febbraio 2026 dimostra concretamente che l’accesso a Starlink sul territorio ucraino può essere limitato: secondo la documentazione ufficiale del servizio, i terminali devono essere autorizzati per poter operare nel Paese. La misura è stata coordinata con le autorità ucraine.

Quali conseguenze avrebbe un’interruzione per l’esercito ucraino?

Un’eventuale sospensione estesa del servizio potrebbe creare difficoltà significative alle unità che dipendono da Starlink per mantenere i collegamenti, trasmettere informazioni e coordinare determinate attività operative.

Le conseguenze dipenderebbero dall’ampiezza delle restrizioni, dalla loro durata, dalle aree interessate e dalla disponibilità di sistemi alternativi.

Non sarebbe corretto sostenere che l’interruzione della rete paralizzerebbe automaticamente l’intero esercito ucraino. Le forze armate possono contare anche su altre infrastrutture e tecnologie di comunicazione, sebbene la loro disponibilità, capacità e resilienza possano variare da una zona all’altra.

Il problema sarebbe soprattutto quello di una transizione improvvisa: sostituire un sistema ampiamente utilizzato durante una guerra non è un’operazione immediata. La perdita di collegamenti affidabili potrebbe complicare il coordinamento tra reparti e aumentare le difficoltà nelle aree dove le alternative sono limitate.

C’è poi un altro elemento. Nel febbraio 2026, l’Ucraina e SpaceX hanno lavorato per impedire l’utilizzo non autorizzato della rete da parte delle forze russe. La vicenda dimostra che il controllo dell’accesso a Starlink può incidere sulle capacità operative di entrambe le parti, ma anche che le restrizioni devono essere progettate con attenzione per evitare di colpire gli utenti legittimi.

Dallo scontro politico alla pressione su Kiev

Le parole di Musk arrivano in un momento di forte tensione tra Trump e Zelensky. Il presidente americano ha accusato Kiev di non aver sfruttato le opportunità per raggiungere un accordo e ha collegato le proprie critiche alla prosecuzione della guerra e agli attacchi ucraini contro infrastrutture russe.

Il confronto si inserisce anche nel dibattito sulle condizioni per porre fine al conflitto. Una parte della discussione riguarda la disponibilità dell’Ucraina ad accettare un’intesa e le concessioni che un eventuale accordo potrebbe comportare; un’altra riguarda invece le garanzie di sicurezza che Kiev dovrebbe ottenere per evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una semplice pausa prima di nuovi combattimenti.

Musk, con il suo intervento, rafforza il fronte di chi ritiene necessario aumentare la pressione sul presidente ucraino affinché cambi strategia. Ma la sua posizione assume un peso particolare perché SpaceX non è soltanto un’impresa tecnologica: gestisce un’infrastruttura che ha acquisito una rilevanza geopolitica e militare.

Resta però una distinzione importante: criticare Zelensky non equivale ad annunciare una sospensione di Starlink. Al momento, le dichiarazioni riportate l’11 ottobre non costituiscono un annuncio di interruzione del servizio in Ucraina.

La vera posta in gioco

La vicenda mette in evidenza una vulnerabilità che riguarda non soltanto Kiev, ma tutti i Paesi che affidano funzioni strategiche a infrastrutture private.

Quando una rete commerciale diventa importante per le comunicazioni militari, le decisioni dell’azienda che la gestisce possono assumere un valore politico. Questo non significa che l’impresa possa agire senza limiti, né che ogni divergenza politica si traduca automaticamente in una misura tecnica. Significa, piuttosto, che la dipendenza da un singolo fornitore può trasformarsi in un problema di sicurezza nazionale.

Per l’Ucraina, la questione è quindi duplice: mantenere le capacità di comunicazione necessarie alla difesa e ridurre la vulnerabilità legata alla dipendenza da una rete gestita da un soggetto esterno.

Per Musk, invece, il problema consiste nel conciliare gli interessi della propria azienda, le richieste delle autorità e le implicazioni internazionali di una tecnologia utilizzata anche in guerra.

La domanda iniziale resta dunque aperta soltanto in parte. Musk non può spegnere fisicamente tutti i satelliti Starlink con un semplice comando, ma SpaceX può limitare l’accesso alla propria rete. Se una decisione del genere riguardasse le comunicazioni militari ucraine, le conseguenze potrebbero essere rilevanti. Al momento, tuttavia, non risulta annunciata una nuova interruzione generalizzata del servizio in Ucraina collegata alle dichiarazioni contro Zelensky.

La partita, insomma, non si gioca soltanto nelle dichiarazioni pubbliche di Trump e Musk. Si gioca anche sul controllo delle infrastrutture tecnologiche da cui dipendono le comunicazioni, la sicurezza e, in determinate circostanze, l’efficacia delle operazioni militari.