Da Mattarella a Marianelli, Assisi parla di pace: San Francesco unisce Zuppi e fra Moroni

Assisi celebra oggi gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, con una giornata che riporta al centro il messaggio del Patrono d’Italia: pace, fraternità, cura del creato e attenzione agli ultimi. Nel cuore delle celebrazioni, nella Basilica superiore di San Francesco, la Messa solenne ha riunito migliaia di pellegrini e rappresentanti della comunità francescana, mentre ad Assisi è arrivato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La ricorrenza del 4 ottobre torna inoltre a essere Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nel segno di una figura che, a otto secoli dalla morte, continua a parlare non soltanto alla dimensione religiosa, ma all’intera società.

Il momento centrale delle celebrazioni è stata la Messa solenne presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, durante la quale si è rinnovata la tradizionale offerta dell’olio e l’accensione della lampada votiva davanti alla tomba del Santo. Nel corso dell’omelia è stato richiamato il tema della pace e la necessità di costruirla attraverso il dialogo, il diritto e il riconoscimento dell’altro, contro la logica della guerra.

Dalla Loggia del Sacro Convento, Sergio Mattarella ha poi rivolto il proprio saluto alla Nazione, sottolineando l’attualità della figura di Francesco, capace di parlare oltre i confini dell’Italia e della cristianità. Un messaggio nel quale trovano spazio la pace, la dignità della persona, la solidarietà, la vicinanza agli ultimi e la responsabilità verso il creato.

Ad Assisi, nel giorno dell’Ottocentenario, il messaggio francescano trova però anche una dimensione universitaria. È da qui che arriva la riflessione del rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, che lega l’eredità di Francesco alla responsabilità quotidiana di costruire relazioni, conoscenza e dialogo.

«In occasione della festa di San Francesco, da Assisi desidero rivolgere un pensiero alla nostra comunità universitaria e a tutte e tutti coloro che continuano a credere nella pace come responsabilità quotidiana», afferma Marianelli.

Per il rettore, proprio a ottocento anni di distanza, Francesco consegna un insegnamento che conserva una straordinaria attualità: «La pace non nasce dalla cancellazione delle differenze, ma dalla capacità di incontrare l’altro, riconoscerlo e costruire con lui uno spazio di relazione».

È un messaggio che, secondo Marianelli, appartiene profondamente all’Umbria e interpella direttamente anche l’Università degli Studi di Perugia. «Abbiamo scelto di assumere questa responsabilità facendo della pace non soltanto un tema di riflessione, ma un impegno nella formazione, nella ricerca e nelle relazioni tra popoli e culture e nel fare comunità proprio mettendo al centro il primato delle relazioni».

Da qui il riferimento a “Università, Ponti di Pace”, progetto e visione attraverso cui l’ateneo intende tradurre in una dimensione concreta il valore dell’incontro: «Costruire ponti che non cancellino le distanze, ma le rendano attraversabili».

Una prospettiva che si inserisce nel significato più ampio della giornata di Assisi. Il messaggio di Francesco, infatti, non viene consegnato soltanto alla memoria di una ricorrenza, ma torna a interrogare il presente su come sia possibile costruire una convivenza fondata sulla relazione, sulla fraternità e sulla responsabilità.

Anche i frati hanno sottolineato il valore universale dell’eredità francescana. Dalla Loggia del Sacro Convento, fra Marco Moroni ha ricordato come Francesco, pur essendo Patrono d’Italia, appartenga all’intera umanità, annunciando inoltre la proposta di un hospice pediatrico inserito nella rete regionale delle cure palliative. Un progetto pensato come eredità concreta dell’Ottocentenario e come espressione dei valori francescani della cura, della prossimità e dell’attenzione alla fragilità.

La giornata è stata accompagnata anche da un importante dispositivo di assistenza ai pellegrini. Circa 90 volontari della Protezione Civile sono stati impegnati ad Assisi insieme a 30 operatori sanitari della CO 118 dell’ASL Umbria 1. Durante le celebrazioni sono stati effettuati otto interventi sanitari, mentre le navette messe a disposizione dal volontariato hanno facilitato gli spostamenti verso i luoghi delle celebrazioni.

Acqua e foulard commemorativi sono stati distribuiti ai partecipanti, in una giornata segnata da una grande presenza di pellegrini e da un’organizzazione orientata all’accoglienza e alla sicurezza.

Da Assisi, dunque, l’Ottocentenario di San Francesco si chiude con un messaggio che guarda oltre la celebrazione. È il messaggio di una pace da costruire ogni giorno, attraverso le relazioni e la capacità di riconoscere l’altro.

«Continuiamo a prenderci cura gli uni degli altri, del mondo che abitiamo e della pace che siamo chiamati ogni giorno a costruire», è l’augurio del rettore Marianelli. «Buona festa di San Francesco a chi porta il suo nome e a tutte e tutti, a tutta la comunità».