Trump lascia senza difesa Italia, Spagna e Germania? Pronto il ritiro di metà dei militari Usa
Il Pentagono prepara una revisione della presenza militare americana in Europa e sul tavolo spunta uno scenario destinato a scuotere profondamente gli alleati della Nato: il ritiro di decine di migliaia di militari statunitensi dal continente. Secondo quanto riferito da NBC News, l’ipotesi attualmente esaminata potrebbe coinvolgere circa 25 mila soldati, ma nelle valutazioni interne non sarebbe escluso uno scenario ancora più drastico, con una riduzione fino a circa 40 mila militari.
Numeri enormi, soprattutto perché significherebbero mettere in discussione una presenza americana costruita nell’arco di decenni.
E tra i Paesi che potrebbero essere interessati dal ridimensionamento ci sono proprio Italia, Germania e Spagna, tre dei principali pilastri della presenza militare statunitense in Europa.
La domanda diventa inevitabile: Trump prepara il disimpegno americano dall’Europa?
Non è ancora una decisione. È un’ipotesi allo studio. Ma è un’ipotesi che, se trasformata in realtà, avrebbe conseguenze difficili da ignorare.
Fino a 40 mila militari in meno
Secondo NBC News, lo scenario di base preso in considerazione dal Pentagono riguarda il ritiro di circa 25 mila militari, una cifra equivalente a circa un terzo delle forze americane attualmente dislocate in Europa.
Ma alcune fonti citate dall’emittente americana hanno indicato anche la possibilità di una riduzione molto più ampia: fino a 40 mila uomini, vale a dire circa la metà dell’intero contingente statunitense presente nel continente.
Non si tratterebbe inoltre soltanto di spostare uomini da una base all’altra. La revisione riguarderebbe complessivamente il dispositivo americano, compresi aerei, navi, armamenti e altre capacità militari.
È questo l’aspetto che rende la discussione particolarmente delicata. Una riduzione del personale accompagnata da una riorganizzazione delle capacità militari avrebbe infatti un significato molto diverso rispetto a un semplice trasferimento temporaneo di reparti.
Germania, Italia e Spagna sotto osservazione
Le fonti americane citate da NBC indicano Germania, Italia e Spagna tra i Paesi potenzialmente interessati dal ridimensionamento.
La Germania rappresenta storicamente uno dei principali hub militari statunitensi in Europa. L’Italia ospita importanti infrastrutture e installazioni americane, mentre la Spagna costituisce un altro elemento significativo della presenza statunitense sul fianco meridionale dell’Alleanza.
Per questo motivo l’eventuale riduzione non avrebbe soltanto un effetto numerico.
Cambierebbe la geografia della presenza americana in Europa.
E soprattutto arriverebbe mentre gli alleati europei stanno discutendo da tempo di un maggiore contributo alla sicurezza del continente e della necessità di rafforzare le proprie capacità militari.
L’Europa davanti a un possibile cambio di scenario
Il punto centrale è quindi politico e strategico.
Per decenni la presenza militare americana ha rappresentato uno degli elementi fondamentali dell’architettura di sicurezza europea. Un ritiro nell’ordine delle decine di migliaia di uomini rappresenterebbe una trasformazione di grande portata.
Se lo scenario massimo da 40 mila militari diventasse realtà, l’Europa si troverebbe davanti a una presenza americana sensibilmente ridotta proprio mentre la Nato sta ridefinendo le proprie priorità strategiche.
Questo non significa automaticamente che Italia, Germania o Spagna rimarrebbero “senza difesa”: la sicurezza dei Paesi membri della Nato non dipende esclusivamente dalle truppe americane presenti fisicamente sul loro territorio e un eventuale ridimensionamento dovrebbe essere valutato nel quadro complessivo dell’Alleanza.
Ma una cosa è evidente: meno militari americani, meno mezzi e una diversa distribuzione delle capacità Usa significherebbero un cambiamento importante degli equilibri attuali.
La decisione non è ancora arrivata
Il calendario indicato dalle fonti americane rende la vicenda ancora più interessante.
A giugno il Pentagono aveva avviato una revisione della presenza militare statunitense in Europa. L’analisi del comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, dovrebbe essere sottoposta a Pete Hegseth nell’ambito di questo processo.
La raccomandazione finale è attesa per il 6 novembre. Solo successivamente la questione dovrebbe arrivare sul tavolo di Donald Trump per le decisioni politiche.
Dunque, al momento, nessun ritiro di 25 mila o 40 mila soldati è stato ordinato.
Ma il fatto stesso che il Pentagono stia valutando numeri di questa portata segna una fase nuova.
La domanda, adesso, è una sola: quanto sarà disposto Trump a ridurre la presenza americana sul continente europeo?
E soprattutto: se Washington arretrasse davvero, chi sarebbe chiamato a colmare il vuoto lasciato dalle forze statunitensi?
