Trump: «D-Day economico» contro l’Iran, appello agli alleati per isolare Teheran

Donald Trump annuncia una nuova e durissima escalation contro l’Iran e chiede a tutti gli alleati degli Stati Uniti di schierarsi per isolare e sconfiggere quella che definisce la minaccia rappresentata da Teheran.

«Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora», ha dichiarato il presidente americano, annunciando quella che ha definito una sorta di “D-Day economico” contro l’Iran.

Trump ha quindi lanciato un appello diretto agli alleati: «Abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran». Secondo il presidente, le nuove misure dovrebbero colpire duramente le capacità economiche e finanziarie del Paese.

«Questi fanatici sono alle corde», ha affermato Trump, sostenendo che le misure annunciate potranno «metterli in ginocchio», paralizzando, nelle sue parole, la capacità dell’Iran di diffondere il terrorismo nel mondo. Il presidente americano ha ribadito inoltre una delle sue principali condizioni: «L’Iran non avrà mai un’arma nucleare».

«La guerra economica più devastante»

In precedenza Trump aveva annunciato su Truth quella che ha definito «l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese», parlando di una guerra economica e di un isolamento «senza precedenti».

Il presidente americano ha avvertito anche gli Stati che continueranno a mantenere rapporti economici con Teheran. Qualsiasi Paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, alle imprese, agli aeroporti o agli enti governativi di offrire all’Iran «un’ancora di salvezza», ha detto Trump, dovrà affrontare a sua volta «conseguenze economiche tremende».

Nel mirino finiscono dunque non soltanto le strutture direttamente legate al governo iraniano, ma anche le reti finanziarie e commerciali internazionali considerate essenziali per mantenere in funzione l’economia iraniana.

Hormuz, Trump: «Lo Stretto è aperto»

Sul fronte dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più delicati della crisi, Trump ha ribadito che «è aperto».

«Stanno passando molte imbarcazioni», ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, aggiungendo che a un certo punto il traffico potrebbe rallentare, ma che «in questo momento stanno passando molte navi».

Una situazione che resta comunque estremamente delicata per il mercato energetico mondiale, considerando il ruolo strategico dello stretto nel transito del petrolio proveniente dal Golfo Persico.

Anche l’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta ha mostrato fiducia sulla possibilità di una soluzione. «Penso che tutti sappiamo che la situazione si risolverà», ha dichiarato riferendosi a Hormuz, pur riconoscendo che «la situazione è molto complicata».

Fertitta ha inoltre ribadito il pieno sostegno alla linea di Trump contro il governo iraniano, definito un «regime orribile», affermando di apprezzare la leadership del presidente americano.

Il corridoio segreto per il petrolio

Intanto, secondo quanto riferito da Axios citando due funzionari statunitensi, le forze armate americane avrebbero creato segretamente un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per consentire il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno.

L’operazione sarebbe in corso da diverse settimane e coinvolgerebbe tra 15 e 20 petroliere, che entrerebbero e uscirebbero dallo stretto attraverso un canale meridionale lungo la costa dell’Oman.

Secondo le fonti citate, attraverso questo corridoio riuscirebbero a transitare circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, un volume pari a circa la metà di quello precedente al conflitto.

Le forze statunitensi non si limiterebbero alla scorta delle petroliere in uscita: assisterebbero anche le navi vuote durante l’ingresso nel Golfo dal Mar Arabico, il carico del petrolio nei Paesi della regione e la successiva navigazione verso l’uscita dallo stretto.

La partita, dunque, non è soltanto militare. Trump sta trasformando il confronto con Teheran in una vera e propria guerra economica globale, chiedendo agli alleati di unirsi alla pressione americana mentre Washington cerca contemporaneamente di mantenere aperti i canali energetici attraverso Hormuz.

Al centro dello scontro restano il programma nucleare iraniano, il futuro del regime di Teheran e il controllo delle rotte energetiche strategiche del Golfo.