Ucraina, l’incubo dell’inverno: Kiev rischia il blackout. Pace con Mosca prima del gelo?

Zelensky lancia l’allarme: “Non abbiamo praticamente più centrali termoelettriche intatte”. Se la guerra continuerà, l’inverno potrebbe diventare il banco di prova decisivo per l’Ucraina.

L’Ucraina si prepara ad affrontare uno degli inverni più difficili dall’inizio della guerra. E questa volta il problema non riguarda soltanto il fronte militare: a preoccupare è soprattutto la tenuta del sistema energetico.

A lanciare l’allarme è stato Volodymyr Zelensky, secondo cui l’Ucraina “non ha più praticamente centrali termoelettriche intatte”, dopo mesi di attacchi russi condotti con droni e missili contro le infrastrutture energetiche.

Il messaggio del presidente ucraino è inequivocabile: se la guerra dovesse proseguire con la stessa intensità, la prossima stagione fredda potrebbe trasformarsi in una sfida drammatica per milioni di cittadini.

Ed è proprio qui che si apre la questione politica più delicata: Kiev riuscirà a sostenere un altro inverno di guerra oppure sarà costretta a cercare un’intesa con Mosca?

La Russia ha dimostrato di poter continuare a mettere sotto pressione la rete energetica ucraina. Per Kiev, invece, ogni nuova distruzione significa ricostruire, importare energia dall’Europa e cercare di garantire elettricità e riscaldamento alla popolazione in condizioni sempre più difficili.

Zelensky accusa Vladimir Putin di voler “rendere le vite degli ucraini insopportabili”. Ma, al di là delle accuse reciproche, resta un dato politico: più l’inverno si avvicina, maggiore diventa il costo della prosecuzione del conflitto.

La domanda, quindi, non è soltanto militare.

È diplomatica.

Kiev arriverà a un accordo con Mosca prima del gelo oppure sceglierà di affrontare un altro inverno di guerra, con il rischio di blackout e di una nuova emergenza energetica?

Per l’Ucraina, i prossimi mesi potrebbero essere decisivi. E l’inverno potrebbe diventare, più ancora del campo di battaglia, il momento della verità.