Nell’Aspromonte l’arte diventa una forza di rinascita: il Face Festival trasforma il bosco in un laboratorio di “Cura” tra natura, memoria e futuro
di Pino Cinquegrana *
Nel cuore selvaggio dell’Aspromonte, dove i boschi secolari incontrano antichi sentieri, tradizioni pastorali e paesaggi sospesi tra montagna e Mediterraneo, l’arte contemporanea torna a farsi strumento di dialogo, rigenerazione e consapevolezza. La XV edizione del Face Festival Aspromondo si conferma uno degli appuntamenti culturali più originali e innovativi del Mezzogiorno, capace di trasformare un territorio fragile e straordinario in un grande spazio creativo a cielo aperto.
Il tema scelto per questa nuova edizione, “La Cura”, non è soltanto un titolo evocativo, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. La manifestazione propone infatti una riflessione profonda sul rapporto tra uomo, ambiente e comunità, attraverso un percorso artistico che mette al centro la tutela del patrimonio naturale, la valorizzazione dei luoghi e la necessità di ricostruire un legame più autentico con il paesaggio.
Nato nel 2007 all’interno del Parco Ecolandia, il Face Festival ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte fino a trovare, dal 2021, una nuova casa nel prestigioso contesto del Geoparco dell’Aspromonte, riconosciuto dall’UNESCO per il suo valore geologico, naturalistico e culturale. Una scelta che ha rafforzato la vocazione della manifestazione: portare l’arte fuori dagli spazi convenzionali e restituirla alla dimensione originaria del territorio.
Il cuore pulsante del progetto è la residenza artistica ospitata nell’Ex Vivaio Forestale di Cucullaro, un luogo immerso nella montagna aspromontana dove gli artisti vivono, progettano e lavorano a stretto contatto con la natura. Qui nasce un processo creativo lento e partecipato, fatto di osservazione, ascolto e confronto con un ecosistema unico.
Le opere realizzate trovano poi dimora nel Bosco degli Artisti di Gambarie, una delle località simbolo dell’Aspromonte reggino, conosciuta per le sue foreste di faggio, per i panorami che nelle giornate limpide arrivano fino allo Stretto di Messina e alle coste siciliane, e per una tradizione turistica legata alla montagna, agli sport invernali e alle escursioni nella natura.
In questo scenario l’arte non viene semplicemente collocata nel paesaggio, ma entra in relazione con esso. Le installazioni dialogano con il mutare delle stagioni, con la luce del sole, con il vento tra gli alberi, con la pioggia e con la neve. Il visitatore non è più soltanto spettatore, ma diventa parte di un’esperienza immersiva nella quale natura e creatività si incontrano.
La XV edizione del Face Festival propone un programma ricco di linguaggi differenti, capace di attraversare scultura, performance, tecnologia, suono e installazione ambientale. Sei opere permanenti, due performance dal vivo e un incontro multidisciplinare costruiscono un itinerario nel quale ogni intervento diventa una riflessione sul concetto di cura.
Mauro Maurizio Palumbo realizza una struttura abitabile pensata come spazio di ascolto e connessione con il bosco, un luogo capace di amplificare la percezione dei ritmi naturali e del respiro della foresta. Salvatore Piromalli dedica invece la sua opera alla salamandra pezzata, specie simbolo della biodiversità aspromontana, trasformandola in una grande presenza scultorea che richiama l’importanza della tutela degli equilibri naturali.
Il Collettivo.Quarantotto propone un intervento partecipativo destinato a lasciare nel paesaggio segni temporanei, sottolineando il valore della relazione tra comunità e ambiente. Maria Neve Vallone e Beatrice Valenza esplorano il tema della soglia, del passaggio e della percezione dello spazio attraverso installazioni capaci di coinvolgere il pubblico in una dimensione sensoriale e contemplativa.
La ricerca sul rapporto tra uomo e natura prosegue con Paolo Infortuna e Andrea Foti, che indagano il paesaggio sonoro dell’Aspromonte attraverso strutture e interventi acustici capaci di restituire voce agli elementi naturali. Ilaria Notaro e TECHNE LAB portano invece nel bosco una tessitura ambientale e un’installazione tecnologica interattiva, capace di reagire alle condizioni climatiche e alla presenza dei visitatori, creando un dialogo tra innovazione digitale e ambiente.
Il Face Festival Aspromondo diventa così molto più di un appuntamento culturale estivo. È un progetto di rigenerazione che mette insieme arte, ecologia e identità locale, valorizzando un territorio ricco di storia e tradizioni. L’Aspromonte, terra di antichi borghi, racconti tramandati nelle comunità, riti popolari e una natura ancora potente e incontaminata, si trasforma in un palcoscenico contemporaneo dove il futuro nasce dall’ascolto del passato.
Attraverso le opere degli artisti, il bosco diventa memoria viva e spazio di incontro. La montagna non è più soltanto un luogo da attraversare, ma un ambiente da abitare con rispetto e consapevolezza. Ed è proprio questa la forza del Face Festival: lasciare una traccia che va oltre la durata dell’evento, costruendo un patrimonio condiviso destinato a vivere nel tempo, tra gli alberi dell’Aspromonte e nella memoria di chi lo attraversa.
* Antropologo
