Bologna, malore mentre era in servizio in piazza Re Enzo: muore la guardia giurata Stefano Dodi, aveva 55 anni
Tragedia nel centro di Bologna. Stefano Dodi, guardia giurata di 55 anni, è morto dopo essere stato colpito da un malore mentre era impegnato nel servizio di vigilanza davanti a una gioielleria in piazza Re Enzo.
Dodi, dipendente della Mes Security, si trovava in servizio nella mattinata di ieri quando, intorno alle 9.30, ha accusato un improvviso malore che ha provocato un arresto cardiaco. A notare la situazione è stato un passante, che ha immediatamente allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza e un’automedica. Dopo i primi tentativi di rianimazione, Stefano Dodi è stato trasferito all’ospedale Sant’Orsola in codice 3, quello di massima gravità. Nonostante gli sforzi dei medici, poco dopo è stato dichiarato il decesso.
Restano da chiarire le cause della morte. Al momento non è stato stabilito se il tragico episodio sia legato a eventuali patologie pregresse o ad altre condizioni. Il fatto che il malore sia avvenuto nelle prime ore della mattina e mentre si trovava in auto, davanti alla sede di lavoro, sembra escludere un collegamento diretto con le temperature record di questi giorni.
Sul posto è intervenuta anche la polizia per le procedure di sicurezza legate all’arma in dotazione alla guardia giurata, che è stata presa in consegna e successivamente affidata a un collega della vittima.
Profondo il cordoglio espresso dall’amministrazione comunale. Il capo di gabinetto del Comune di Bologna, Sergio Lo Giudice, ha ricordato Stefano Dodi e chiesto chiarezza sulle circostanze della tragedia.
«A nome dell’Amministrazione comunale, esprimo il più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi della guardia giurata scomparsa lo scorso 3 agosto mentre svolgeva il proprio servizio», ha dichiarato Lo Giudice.
«Purtroppo ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio di morte durante l’orario di lavoro. Chiediamo che si chiarisca presto se le condizioni di servizio abbiano influito sul tragico episodio, fermi nell’impegno, assunto nel nostro territorio insieme alle altre istituzioni e alle parti sociali, affinché la salute e la sicurezza sul lavoro diventino una priorità assoluta e indiscutibile».
